Per saperne di più, parte 2. Tutor e video

Questo post per fornirvi ancora qualche indicazione sull’organizzazione della scuola di scrittura Virginia Woolf. 

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Elsa Morante

Riteniamo fondamentale alla scuola che i corsisti e le corsiste siano seguite passo passo, in ogni momento della stesura del proprio progetto editoriale. Non c’è cosa più importante per una scrittrice e uno scrittore che essere letti. Sottoporre i propri scritti a docenti ed esperti è indispensabile per crescere e migliorare la qualità della propria scrittura. Per questo ai partecipanti alla scuola viene affiancato un tutor, sempre a disposizione (anche al di fuori dei weekend di lezione) per consigli, suggerimenti e revisioni sul materiale prodotto dai corsisti.

La scuola è un percorso che impegna per più di un anno. E’ naturale quindi, che si possano perdere o saltare delle lezioni. La scuola, per ovviare al problema, fornisce ai partecipanti le registrazioni video di tutte le lezioni. Le lezioni sono fornite in via privata e sono un servizio dedicato a tutti i corsisti della scuola.

Aspettiamo il vostro progetto editoriale, c’è tempo fino al 30 settembre.

Per saperne di più: orari, organizzazione, contenuti

In questo post rispondiamo ad alcuni quesiti che ci vengono spesso posti rispetto all’organizzazione della scuola, ai suoi contenuti e agli orari.

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Lalla Romano

La Scuola Virginia Woolf si svolge da ottobre 2018 a settembre 2019, le lezioni si svolgono un weekend al mese (il secondo weekend del mese) per un totale di 11 incontri complessivi.

La scuola è pensata per fornire tutti gli strumenti per sviluppare il proprio progetto editoriale, sono previste lezioni teoriche e laboratori divisi per moduli tematici. Partiamo dalle basi: durante i primi incontri lavoreremo sulla struttura del romanzo e su come sviluppare in maniera efficace la propria storia, accanto a questo sono previste lezioni teoriche volte ad esplorare i fondamenti e le tecniche di narrazione. Nessun aspetto verrà trascurato, dalla costruzione delle scene ai dialoghi, dai personaggi all’ambientazione, scopriremo tutti i segreti della scritura e li applicheremo al nostro progetto nelle ore di laboratorio. La scuola, infatti, oltre a fornire competenze, ha l’obiettivo di offrire ai suoi corsisti tempo di qualità per dedicarsi alla scrittura.

In ogni weekend di lezione è prevista una lezione dedicata esclusivamente alla stesura del progetto editoriale. Riteniamo che una delle cose più importanti per autori e autrici emergenti sia di essere letti, e le docenti della scuola leggeranno tutto quello che i partecipanti sottoporranno loro, fornendo consigli, suggerimenti al fine di attuare un costante miglioramento sul materiale prodotto. Durante gli incontri di maggio e giugno, inoltre, i manoscritti dei partecipanti saranno sottoposti ad un lavoro di editing professionale.

All’interno del calendario della scuola, inoltre, sono previsti una serie di insegnamenti complementari ma indispensabili per la scrittura del proprio romanzo: filosofia ed etica della narrazione e gli incontri tematici. Questi ultimi sono pensati come lezioni partecipare con personalità provenienti dal mondo dell’editoria. Lo scopo è di apprendere non solo come presentare il proprio libro agli editori ma anche come scegliere il giusto editore, esaminando i cataloghi e le linee editoriali. Al termine del corso, poi, la scuola offre un’opportunità unica, di essere letti e valutati da editori e agenti letterari e di riceve da professionisti del mondo dell’editoria consigli e suggerimenti sul proprio lavoro.

Le lezioni si svolgono il sabato e la domenica con il seguente orario: 9:30 – 13:30 e 14:30 – 17:30 presso Lìbrati, libreria delle donne di Padova, per lavorare in un ambiente stimolante e tranquillo, circondati dai libri.

Dedicarsi un’occasione

Riportiamo qui un breve scritto di Claudia, corsista dell’annualità 2017/2018 che ringraziamo di cuore per aver condiviso con noi il racconto della sua esperienza alla Scuola Virginia Woolf.

 

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Federico Zandomeghi, La lettera

Considero la Scuola di scrittura Virginia Woolf il più bel regalo che potessi farmi.

Mi è sempre piaciuto scrivere perché solo con la scrittura mi rendevo conto di riuscire a far emergere le emozioni e i sentimenti che altrimenti non avrebbero avuto voce.

Ho scritto molti inizi di storie negli anni passati senza proseguire oltre le prime pagine ed è stato solo in quest’anno di scuola che ho sentito di poter riuscire a scrivere un romanzo dall’inizio alla fine. Non so ancora se accadrà davvero, perché gli ostacoli sono molti. Ma ciò di cui sono certa è di essermi procurata, grazie ai professionisti che ci sono rimasti accanto in questo percorso, degli ottimi “attrezzi del mestiere” per far fronte alle varie difficoltà che incontrerò nel muovere i miei personaggi all’interno della storia.

Un’esperienza che consiglio a tutte le persone che desiderano dedicarsi un’occasione.

Domande frequenti (parte 2)

La nostra docente e tutor Barbara Buoso risponde ad altre domande sulla Scuola di scrittura Virginia Woolf. Se volete inviare la vostra candidatura e partecipare alle selezioni c’è tempo fino al 30 settembre. Aspettiamo i vostri progetti e le vostre storie!

Stephen King

Stephen King nel suo ufficio

 

Rispondo a due domande arrivate via Messenger riguardo l’iscrizione e al programma, rispondo in pubblico sì da arrivare anche alle altre persone che hanno chiesto, stanno domandando.

Domande:
1) Che criterio adottate per la scelta dei progetti? Cosa pensate possa attirare di più per una eventuale pubblicazione.

2) Durante l’anno di scuola se ci si accorge che il progetto presentato non viene bene, si può cambiare? La scuola aiuta nella stesura del romanzo?

Risposte:
1) La prima cosa a cui devi pensare, se verrai da noi – ma penso valga per tutti – è di scrivere bene la storia, al massimo delle tue possibilità. La nostra scuola ha l’ambizione di insegnarti a mettere in piedi le tue storie, quella che ci porti, ma anche quelle che verranno. Non indirizziamo i corsisti a seconda di quello che ‘statistiche’ alla mano si vende, non pilotiamo le storie, perché è meglio un libro inedito che può ambire a una vita editoriale ‘solida’ e lunga (e di una certa qualità) piuttosto di una pubblicazione che dura quanto un fuoco di paglia. Una storia ha l’ambizione di durare per sempre e non bisogna avere fretta, mai.

2) La storia, se deve uscire, la strada la troverà: grazie all’agorà dell’aula, ai rapporti che instaurerai con i tuoi compagni, con noi… non pensare si giochi tutto in aula, no, questi percorsi hanno riverberi sulla vita, tutta, la storia coinvolgerà la tua esistenza, se glielo lascerai fare. Te ne accorgerai da sola, te lo dico già, se non andrà, non servirà dirselo, lo sentirai, ci metto la mano sul fuoco. Ma so anche che, per una storia che ‘cade’ un’altra si affaccia, spesso e volentieri quello che vogliamo dire, raccontare, si maschera sotto altri strati di cose, prende strade tortuose e apparentemente incomprensibili, i tuoi compagni e noi saremo lì per quello. Se ti aiutiamo nella stesura? Sarai letto, parola per parola, a cadenza mensile e ti saranno proposte revisioni alle versioni; lavoreremo su ogni parola, cercando quella adatta alla storia, al registro, alla voce che cercheremo di trovare assieme. Io sono fortemente convinta che si debba lavorare su ogni parola. Non prendiamo ‘storie’ a scatola chiusa, ossia, se mi piace la tua storia e so che l’agente me la può piazzare sappi che non mi metterò a scriverla al posto tuo, né la darò da scrivere, alla Virginia Woolf non interessa attaccarsi al petto la medaglietta “pubblicato” (ce ne sono tante di scuole ottime in questo senso) per poi durare il tempo di una decina di post.
Desideriamo che ciascuno e ciascuna trovi il suo posto, solo.

Per informazioni, dubbi o chiarimenti: libreriadelledonnepadova@gmail.com e 049 87 66 239.

Prose, poesie e sperimentazioni

Due componimenti poetici della nostra docente Barbara Buoso, che segue il lavoro dei corsisti lungo tutto il percorso della scuola. Barbara è la tutor dei nostri corsisti e delle nostre corsiste, il punto di riferimento per il lavoro di stesura del progetto editoriale. Questi due componimenti si trovano nell’ultimo romanzo di Barbara Buoso E venni al mondo. Sperimentare, incrociare generi letterari diversi, esprimere la propria creatività: alla scuola Virginia Woolf vogliamo che i e le partecipanti si sentano liberi di fare tutto questo, seguiti da una docente-scrittrice dall’altissima sensibilità letteraria e dal grande talento. 

Schisandra

L’artificio del belletto sulle tue labbra non rende meno
accorto il mio dolore che, spavaldo, ti cerca.

Mi provochi una ferita che non passa dal cuore,
abbeverandomi l’anima con la grazia dello stordimento;
io che nel tramortimento cerco pace trovo la guerra.
Le tue parole, munizione in bianco, riproducono il suono
esatto della vita che brucia lontano.

S’ammanna mio cuore ad oscurarsi, è troppo vicino alle
ferite delle mie battaglie in tempo di pace.
La mia pelle, lucida di combustione umana, si riflette nei
miei occhi allagati che bramano nel vederti.
Schisandra.

Le bacche rossastre mi parlano di te con le tue labbra.

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E venni al mondo

I pugni chiusi, stretti, a stringermi con forza
come nessuno era disposto a fare in quell’irreversibile punto.
Le acque si erano rotte e io nuotavo in un mondo controcorrente,
sempre a pugni chiusi.

E venni al mondo.
Le nocche bianche sembrano montagne innevate e le vene fiumiciattoli con l’ambizione di torrenti.
Mani aperte a lambire inespugnabili trincee:
battaglie inceppate da sorrisi disarmanti.

Non si può nuotare a pugni chiusi; tutt’al più si combatte.
E venni al mondo.
Con la speranza di una primavera capace di prendermi le mani,
sciogliere la neve e insegnarmi a nuotare.

Scuola Virginia Woolf: domande frequenti

Barbara Buoso, insegnate e tutor della Scuola di scrittura Virginia Woolf, risponde alle domande frequenti sulla scuola, le modalità di partecipazione, la selezione.

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William Faulkner

Mi pare corretto, visto che alcuni candidati mi scrivono in privato, dare una risposta “pubblica”, sì da non avvantaggiare/svantaggiare nessuno.
Sarà la deformazione professionale abituata a fare gare metto tutti sullo stesso piano.

DOMANDE
a) Posso mandare un romanzo già finito? Scritto dodici anni fa, pubblicato con un piccolo editore, lo avranno letto in dieci e sperare abbia più fortuna?

b) Ho un romanzo finito, posso non pagare l’annualità scolastica della teoria e partecipare solo alla fase di presentazione agli editori? E’ un romanzo bellissimo.

c) Ho vinto diversi concorsi nazionali e internazionali di poesia, posso inviare anche testi già premiati, non pubblicati?

d) Il progetto deve per forza avere la sinossi?

e) La mia idea penso l’abbiano già scritta in decine di persone, non credo di essere originale anzi, penso di avere una idea banale. Ha senso proporsi?

RISPOSTE

a) Se te lo hanno pubblicato – quindi non è una autopubblicazione – sei stato bravo, sono poche le case editrici serie che non chiedono ‘contributi’ (copie prenotate) all’autore.
La scuola non lavora su testi già pubblicati (ripeto: non autopubblicati, pubblicati) perché ci fidiamo dei colleghi che ti hanno dato fiducia, al tempo e perché pensiamo ci sia un tempo per lasciare andare le cose, anche.
La scuola non è un gratta e vinci, non vogliamo portarti fortuna ma insegnarti qualcosa, prima di tutto, poi se arriveranno delle belle cose saremo felici per te, con te, ma sarà stato – sappilo – merito tuo.

b) No. Non tanto perché non crediamo tu abbia scritto un libro fantastico, ma perché spenderesti solo soldi da noi… sei convinto sia un buon testo? Allora vai. Mandalo in lettura agli editori o trova un agente.

c) Se sono inediti sì. Tuttavia non dovrai allegare attestati di partecipazione o diplomi, noi partiamo e arriviamo ai testi: leggiamo, ne discutiamo in classe e aspettiamo che la scrittura faccia il suo ‘lavoro’: restituirci cose. Non teniamo conto delle vittorie passate, non per snobismo, ma perché a cosa ti servirebbe sentirti dire, ancora, bravo? Vogliamo lavorare sul terreno del possibile.

d) No, la sinossi non è indispensabile. Si possono inviare materiali diversi. Importante avere l’idea germinale, una intuizione, una ossessione anche.

e) Non ti dico niente di nuovo, me ne rendo conto. Non confondere la semplicità con la banalità, la sobrietà con povertà, la linearità con fumosità.
Riporto sempre le parole di Liliana Rampello: devi interrogare il tuo desiderio. Non devi rimanere delusa se ‘non sentirai’, a volte le storie più belle sono quelle che rimangono esclusivamente dentro di noi e noi soli.

Per altre domande o dubbi potete scrivere un commento a questo post o rivolgervi alla segreteria della scuola: libreriadelledonnepadova@gmail.com

In bocca al lupo!

Virginia e la scrittura

Virginia Woolf su processo creativo ed approccio alla scrittura

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Vanessa Bell, The Other Room (anni ’30)

Domani riceverò una lettera da Ethel. Mi vestirò lentamente; perderò tempo a parlare; ascolterò notizie sul funerale […]; annuserò una rosa rossa; attraverserò lievemente la veranda (muovendomi come se avessi un cesto di uova in testa), accenderò una sigaretta, metterò la mia tavola per scrivere sulle ginocchia; e mi immergerò, come una sommozzatrice, con molta cautela, nell’ultima frase che ho scritto ieri. Poi, dopo venti minuti forse, o magari di più,  vedrò una luce nel profondo del mare, mi avvicinerò furtivamente… poiché le nostre frasi sono solo approssimazioni, una rete lanciata su perle di mare che potrebbero sparire; e che, una volta riportate in superficie, saranno completamente diverse da come le avevo viste sott’acqua.

Lettera ad Ethel Smyth, 28 settembre 1930

Esercizi di scrittura

Workshop di scrittura

Sabato 15 settembre 2018 dalle 17 alle 19

Lìbrati in collaborazione con la Scuola di scrittura Virginia Woolf organizza

Esercizi di scrittura

Workshop gratuito di scrittura creativa

gratuito e aperto a tutte e tutti

tenuto da Barbara Buoso

Due ore intense di scrittura guidati da Barbara Buoso, docente della scuola di scrittura Virginia Woolf, due ore di esercizi per sviluppare la propria creatività e per farsi leggere, due ore di suggerimenti e spunti importanti per migliorare la propria scrittura, due ore per mettere in gioco la propria passione.

L’incontro è gratuito ed è aperto a tutte e tutti e si terrà presso Lìbrati, libreria delle donne di Padova e sede della Scuola Virginia Woolf.

Barbara Buoso, nata a Rovigo nel 1972, vive e lavora a Padova. Nel 2003 pubblica il suo romanzo d’esordio Aspettami con Croce Editore. Nel 2014, su segnalazione di Emma Dante, pubblica L’ordine innaturale degli elementi (Baldini & Castoldi). Vincitrice con il racconto “Nevicata” del concorso di racconti “Lìbrati e vola” (pubblicato poi nel 2016 nella raccolta “Soffia un vento contrario”, L’Iguana Editrice). E’ uscito a febbraio 2018 il suo ultimo romanzo “E venni al mondo” (Apogeo editore). Insegna scrittura creativa alla Scuola di scrittura Virginia Woolf.

Fiction o autofiction: questo è il dilemma

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If there’s a book you want to read but it hasn’t be writter yet, then you must write it (Toni Morrison)

Quando si chiede agli scrittori o alle scrittrici perchè scrivono le risposte sono molteplici. Scrivo per comunicare, scrivo per raccontare storie, scrivo perchè non posso farne a meno, scrivo per raccontare quello che penso, scrivo per innamorarmi ancora, come disse una saggia corsista della Scuola.

Le motivazioni per cui si sceglie di esprimere se stessi attraverso la scrittura posso essere disparate, ma lo scrittore si trova fin da subito, da quando cioè nasce il desiderio di affidare a carta e parole i proprio pensieri, a dover fare una scelta.

Racconterò una storia o racconterò la mia storia?

Sempre, con qualsiasi storia, un autore racconta qualcosa di se stesso, del suo modo, dei propri pensieri, compiendo operazioni di trasfigurazione. Nelle storie che scriviamo ci mettiamo i luoghi che conosciamo, un personaggio secondario ha lo stesso tic del nostro migliore amico d’infanzia, la madre della protagonista ha gli stessi pregi (o difetti) della nostra e così via.

Nell’autobiografia e nelle sue innumerevoli declinazioni, questo sguardo emerge in maniera dirompente, è lo scrittore a tracciare la sua storia o quelli che esso considera i fatti salienti di essa. Anche nell’autobiografia, però, deve essere chiaro il messaggio da lanciare nel mondo.

Consiglio: scrivete il messaggio che vi urge comunicare, in stampatello, in bella grafia, con la macchina da scrivere ereditata da un familiare, o a pc. Mettete il vostro messaggio in bella vista, dove lo possiate vedere sempre quando scrivete. Esso sarà la vostra guida, la vostra bussola e vi condurrà nella stesura della vostra storia, sia essa la vostra storia personale oppure no.

Di questo e di molto altro parleremo nel laboratorio estivo di autobiografia che si svolgerà gli ultimi due weekend di luglio. Un’occasione unica per raccontare e raccontarsi.

Per maggiori informazioni cliccate qui.

E se non fosse la storia giusta?

Mentre è già online il bando 2018/2019, i corsisti dell’attuale anno di corso, lavorando spalla a spalla con le nostre docenti, si preparano ad inviare un estratto del loro romanzo agli editori che collaborano con la Scuola. Durante l’anno i corsisti hanno lavorato sul proprio personale stile di scrittura e sul progetto editoriale, in alcuni casi sconvolgendolo completamente. Ebbene, sì, talvolta può succedere  che la storia che vogliamo raccontare non sia quella giusta. Ma come facciamo a capirlo?

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Agatha Christie

In questo post un breve test, per capire se la storia su cui state lavorando è quella giusta da raccontare. Se rispondete NO ad almeno 1 domanda forse non è la storia che fa per voi.

  1. Questa storia mi interessa? Solitamente nei corsi di scrittura si suggerisce di raccontare ciò che si conosce e questo è sicuramente un ottimo consiglio, ma succede che lo scrittore provi il desiderio di raccontare qualcosa che lo affascina ma che non conosce direttamente. E’ necessario perciò essere disposti ad affrontare un serio lavoro di studio e documentazione prima di cominciare a scrivere la storia desiderata.
  2. Conosco, ho letto altri libri che appartengono al genere letterario in cui penso rientrerà il mio romanzo? Voglio scrivere di fantascienza, ma non ho mai letto libri di fantascienza. Voglio scrivere un romanzo storico, ma non ho mai letto romanzi storici. Sappiamo che la cosa fondamentale per scrivere bene è leggere, e leggere molto, perciò è necessario confrontarsi con altri che hanno scritto e pubblicato romanzi vicini a per tema o per genere letterario, appunto, alla storia che abbiamo in mente.
  3. Ho un messaggio urgente da comunicare con la mia storia? Questa domanda è fondamentale. Importantissimo, quando si scrive un romanzo, è avere qualcosa da dire al lettore. Il pensiero che vogliamo esprimere può essere anche molto semplice, basic, ma dobbiamo voler comunicare qualcosa al mondo. Se non abbiamo un messaggio o il messaggio è confuso, rischiamo l’effetto “vuoto cosmico”: la storia non dice nulla al lettore perchè l’autore non ha nulla da dire.

Se avete risposto Sì ad almeno una di queste domande forse è tempo di valutare se la storia che state scrivendo è la storia giusta per voi. Forse la storia che avete in mente, non è quella giusta per l’attuale momento, o forse non sarà mai quella giusta perchè troppo debole, o perchè vi affascina un aspetto mentre tutto il resto non vi interessa.

Un consiglio: la scrittura ha questo primo grande pregio, con essa avete la libertà creativa di costruire mondi, personaggi, storie. Ragionate su di esse, montate, smontate, distruggete e ricostruite se necessario. In letteratura, siete voi, la vostra creatività, il vostro sguardo unico sul mondo a comandare. Non abbiate paura di osare.