Esercizi (di scrittura) svolti

Vi riportiamo, a mò di esempio, gli esercizi del workshop Esercizi di scrittura, svolti dalla nostra docente Barbara Buoso, che attende i vostri.

Vi chiediamo gentilmente di seguire le indicazioni fornite nel precedente post, per inviarci le vostre esercitazioni.

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1.Esercizio in 10 minuti –SAPER VEDERE, SAPER SENTIRE

8:13 – 8:23

—  Caterina — la voce della donna si alzava in mezzo al campo di stoppie nere del campo di granoturco che fumava ancora come se fosse appena stato cosparso di letame — chi a sfondrada de to mama ca so mi — Caterina — la donna era un puntino indistinto vicino alla casa lontana.

A Caterina piaceva andar per campi sul finire della giornata, ora poi che giornate di fine settembre smorzano le luci prima e gli odori dei campi salivano dalla terra fino a entrarti nelle narici, ora una esalazione dei grappoli d’uva caduti durante la vendemmia e che lentamente marcivano, tornando alla terra; ora un miasma dei brandelli di barbabietole in stato di decomposizione rimasti sui camp; ora un aroma dolce proveniente da qualche casolare dove c’era la luce e si potevano immaginare dei bambini attorno a un paiolo di rame col culo nero di anni di momenti felici che bisticciavano per menare i sugoli che sarebbero durati tutto l’inverno.

— Caterina —  la voce intimò al rientro — vieni casa, dài, xe scuro.

2. Esercizio di 10 minuti – SAPER TROVARE LE PAROLE

8.25 – 8.35

Il mio cuore è la Ford Taunus verde dove, con mia cugina e mio fratello, nelle sere d’estate, dopo mangiato, salivamo per andare al cao di là, per mangiare l’uva da tavola come merli dispettosi.

Il mio cuore è la porta tagliafuoco che chiude la cabina cinema dove lavoravo preservando il calore della macchina che si metteva in movimento e a un certo punto faceva partire il fascio di luce colpendo la cellulosa.

Il mio cuore è il fienile raggiungibile con la scala a pioli appoggiata al muro, dove trovavo i gattini delle gatte che spaventavo per fargli cambiare posto e non farli trovare da mio zio che li uccideva, c’erano gatti ovunque.

Il mio cuore è l’acqua che mi bagnava gli occhi quando mollavano le campane il sabato santo.

3. Esercizio di 10 minuti – SAPER DESCRIVEREI COLORI

I tuoi occhi hanno il colore delle bottiglie che lavavo quando era piccola e mettevo col culo su per farle gocciolare aspettando che mio zio travasasse il vino;

I tuoi occhi sono come l’aroma delle botti che usciva quando era passato il tempo giusto per aver il vino nuovo, sono quel giramento di testa che mi prendeva il naso e me lo faceva grattare come un gatto che è stato punto da una spiga;

i tuoi occhi sono come la neve quando è cominciata a scendere la sera prima e non ha smesso fino all’alba, è il mio naso che sente in camera senza riscaldamento l’odore del giacchio fuori, sono i miei piedi che si infilano in calze di lana con la punta rifatta di un altro colore da mia nonna e corrono fuori quando tutto è ancora pulito e senza rumori;

I tuoi occhi sono le estati quando vuoi che arrivino per stare assieme, di più;

I tuoi occhi sono come il temporale che tutto porta via e rimane solo il cielo terso e l’aria respirabile.

4. Esercizio 10 minuti – IL DIALOGO BOTTA E RISPOSTA, IMMEDESIMAZIONE

8.50-9.00

— Mantione — la Tedioni scorre il registro con gli occhi ma sa già che chiamerà me, lo fa per darmi l’illusione — vieni alla lavagna?

Ulderico Mantione è un ragazzo che è stato gravemente punito dalla vita, oltre ad avere un nome pesante come un macigno, lui stesso lo è. Ulderico è obeso dall’età di 7 anni, si ricorda ancora quel giorno perché il pediatra non aveva fatto tanti giri di parole con sua mamma: “suo figlio è un baule, la smetta di dargli da mangiare”. Ma sua mamma gli voleva bene, tutti gliene volevano in quella casa, da suo papà ai suoi zii, dai suoi nonni ai suoi vicini.

Ulderico era ingrassato dall’affetto per lui che valeva come mille abbracci, ma a che lui mancavano. Per trovare i pantaloni adatti compravano quelli da adulto e sebbene glieli accorciassero rimanevano sempre larghi come nasse, ci sarebbe entrato uno squalo per una delle sue gambe di stoffa.

Lui chiedeva a sua mamma di stringere un po’ anche sotto ma lei, pur provandoci, combinava sempre pasticci e una volta si era ritrovato come quel cantante di colore che era diventato bianco, con dei pantaloni così stretti, ma così stretti che non passavano le mutande.

— Mantione, iniziamo dalle cose semplici. —

Lui alla lavagna prendeva sempre tre, specie in matematica, perché doveva dar le spalle alla classe e sentiva ridere i suoi compagni. Ridevano perché i pantaloni gli salivano proprio all’interno cosce formando quella specie di capanna che quando camminava gli mandava fuori livello l’orlo.

Era un calvario la lavagna. Nei compiti prendeva sempre 8, ma all’orale erano 3, i 3 dei suoi pantaloni.

— Allora Mantione, per risultare di terzo grado, l’equazione in cui abbiamo il c1, come deve risultare? Uguale o diverso da zero — ti aiuto, anche.

— Ulderico sentiva lo zero e sentiva anche il diverso, sentiva che non poteva continuare a dire a sua mamma che andava via con i suoi amici alla sera quando invece si rifugiava dietro il campo sportivo aspettando che potesse essere abbastanza tardi per fare credere a sua mamma che si erano divertiti.

Era tardi per lui, anche quando era presto.

— Professoressa, mi metta 3 ma mi lasci andare a sedere.

Esercizi di scrittura

Workshop di scritturaSabato 15 settembre si è svolto a Lìbrati il workshop Esercizi di scrittura condotto da Barbara Buoso. L’incontro si è svolto con le seguenti modalità: sono stati assegnati gli esercizi che sono stati svolti dai partecipanti. Dopo lo svolgimento degli esercizi, che sono stati letti a voce alta, Barbara Buoso ha formulato un giudizio complessivo sugli esercizi svolti per ciascun partecipante.

Se volete esercitarvi, vi consigliamo di rispettare le consegne e soprattutto i tempi assegnati (non barate) e di inviarci in un file .doc i vostri esercizi svolti. Barbara Buoso li valuterà e vi invieremo un giudizio. I vostri esercizi vanno inviati a: libreriadelledonnepadova@gmail.com mettendo in oggetto “Esercizi di scrittura”.

Qui di seguito riportiamo gli esercizi proposti durante l’incontro.

 

1. Esercizio in 10 minuti – SAPER VEDERE, SAPER SENTIRE

Descrivete questa immagine e il sentimento che evoca in voi.

(Esercizio che serve a sviluppare la capacità di “vedere” andando oltre l’oggetto rappresentato, facendo leva sui sentimenti che esso evoca in chi lo guarda. Saper vedere significa saper parlare delle emozioni. L’esercizio serve anche a prendere consapevolezza di come ciascuno veda qualcosa di diverso e come, al contempo, si possa essere capaci attarverso la scrittura di ‘sentire’ le medesime emozioni e sensazioni di chi scrive).

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2. Esercizio di 10 minuti – SAPER TROVARE LE PAROLE

Esercizio di “poesia”. Scrivete una poesia di 20 righe. Ciascuna riga comincia con

Il mio cuore è…”

Il senso di questo esercizio è quello di saper cercare la parola giusta tra tante, saper trovare la giusta immagine, la giusta similitudine per parlare di qualcosa.

 

3. Esercizio di 10 minuti – SAPER DESCRIVEREI COLORI

Guarda gli occhi del tuo vicino di posto (per chi li fa da casa potete scegliere un familiare, un amico, oppure voi stessi) e descrivine il colore, sii il più dettagliato possibile, cerca delle similitudini, cerca delle cose che abbiano colori simili, cerca con le parole di “dire il colore”.

 

4. Esercizio 10 minuti – IL DIALOGO BOTTA E RISPOSTA, IMMEDESIMAZIONE

Scrivi un dialogo botta e risposta. La situazione è questa:

Sei un ragazzo di 16 anni, sei a scuola, la prof. di matematica ti vuole interrogare sulle equazioni di terzo grado. La matematica non è il tuo forte, anzi, inoltre ieri sera sei uscito con gli amici fino a tardi e non sei proprio in forma. Giustificati con la tua insegnante, devi provare il tutto e per tutto per non essere interrogato e prendere l’ennesimo 3.

Per saperne di più, parte 2. Tutor e video

Questo post per fornirvi ancora qualche indicazione sull’organizzazione della scuola di scrittura Virginia Woolf. 

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Elsa Morante

Riteniamo fondamentale alla scuola che i corsisti e le corsiste siano seguite passo passo, in ogni momento della stesura del proprio progetto editoriale. Non c’è cosa più importante per una scrittrice e uno scrittore che essere letti. Sottoporre i propri scritti a docenti ed esperti è indispensabile per crescere e migliorare la qualità della propria scrittura. Per questo ai partecipanti alla scuola viene affiancato un tutor, sempre a disposizione (anche al di fuori dei weekend di lezione) per consigli, suggerimenti e revisioni sul materiale prodotto dai corsisti.

La scuola è un percorso che impegna per più di un anno. E’ naturale quindi, che si possano perdere o saltare delle lezioni. La scuola, per ovviare al problema, fornisce ai partecipanti le registrazioni video di tutte le lezioni. Le lezioni sono fornite in via privata e sono un servizio dedicato a tutti i corsisti della scuola.

Aspettiamo il vostro progetto editoriale, c’è tempo fino al 30 settembre.

Per saperne di più: orari, organizzazione, contenuti

In questo post rispondiamo ad alcuni quesiti che ci vengono spesso posti rispetto all’organizzazione della scuola, ai suoi contenuti e agli orari.

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Lalla Romano

La Scuola Virginia Woolf si svolge da ottobre 2018 a settembre 2019, le lezioni si svolgono un weekend al mese (il secondo weekend del mese) per un totale di 11 incontri complessivi.

La scuola è pensata per fornire tutti gli strumenti per sviluppare il proprio progetto editoriale, sono previste lezioni teoriche e laboratori divisi per moduli tematici. Partiamo dalle basi: durante i primi incontri lavoreremo sulla struttura del romanzo e su come sviluppare in maniera efficace la propria storia, accanto a questo sono previste lezioni teoriche volte ad esplorare i fondamenti e le tecniche di narrazione. Nessun aspetto verrà trascurato, dalla costruzione delle scene ai dialoghi, dai personaggi all’ambientazione, scopriremo tutti i segreti della scritura e li applicheremo al nostro progetto nelle ore di laboratorio. La scuola, infatti, oltre a fornire competenze, ha l’obiettivo di offrire ai suoi corsisti tempo di qualità per dedicarsi alla scrittura.

In ogni weekend di lezione è prevista una lezione dedicata esclusivamente alla stesura del progetto editoriale. Riteniamo che una delle cose più importanti per autori e autrici emergenti sia di essere letti, e le docenti della scuola leggeranno tutto quello che i partecipanti sottoporranno loro, fornendo consigli, suggerimenti al fine di attuare un costante miglioramento sul materiale prodotto. Durante gli incontri di maggio e giugno, inoltre, i manoscritti dei partecipanti saranno sottoposti ad un lavoro di editing professionale.

All’interno del calendario della scuola, inoltre, sono previsti una serie di insegnamenti complementari ma indispensabili per la scrittura del proprio romanzo: filosofia ed etica della narrazione e gli incontri tematici. Questi ultimi sono pensati come lezioni partecipare con personalità provenienti dal mondo dell’editoria. Lo scopo è di apprendere non solo come presentare il proprio libro agli editori ma anche come scegliere il giusto editore, esaminando i cataloghi e le linee editoriali. Al termine del corso, poi, la scuola offre un’opportunità unica, di essere letti e valutati da editori e agenti letterari e di riceve da professionisti del mondo dell’editoria consigli e suggerimenti sul proprio lavoro.

Le lezioni si svolgono il sabato e la domenica con il seguente orario: 9:30 – 13:30 e 14:30 – 17:30 presso Lìbrati, libreria delle donne di Padova, per lavorare in un ambiente stimolante e tranquillo, circondati dai libri.

Domande frequenti (parte 2)

La nostra docente e tutor Barbara Buoso risponde ad altre domande sulla Scuola di scrittura Virginia Woolf. Se volete inviare la vostra candidatura e partecipare alle selezioni c’è tempo fino al 30 settembre. Aspettiamo i vostri progetti e le vostre storie!

Stephen King

Stephen King nel suo ufficio

 

Rispondo a due domande arrivate via Messenger riguardo l’iscrizione e al programma, rispondo in pubblico sì da arrivare anche alle altre persone che hanno chiesto, stanno domandando.

Domande:
1) Che criterio adottate per la scelta dei progetti? Cosa pensate possa attirare di più per una eventuale pubblicazione.

2) Durante l’anno di scuola se ci si accorge che il progetto presentato non viene bene, si può cambiare? La scuola aiuta nella stesura del romanzo?

Risposte:
1) La prima cosa a cui devi pensare, se verrai da noi – ma penso valga per tutti – è di scrivere bene la storia, al massimo delle tue possibilità. La nostra scuola ha l’ambizione di insegnarti a mettere in piedi le tue storie, quella che ci porti, ma anche quelle che verranno. Non indirizziamo i corsisti a seconda di quello che ‘statistiche’ alla mano si vende, non pilotiamo le storie, perché è meglio un libro inedito che può ambire a una vita editoriale ‘solida’ e lunga (e di una certa qualità) piuttosto di una pubblicazione che dura quanto un fuoco di paglia. Una storia ha l’ambizione di durare per sempre e non bisogna avere fretta, mai.

2) La storia, se deve uscire, la strada la troverà: grazie all’agorà dell’aula, ai rapporti che instaurerai con i tuoi compagni, con noi… non pensare si giochi tutto in aula, no, questi percorsi hanno riverberi sulla vita, tutta, la storia coinvolgerà la tua esistenza, se glielo lascerai fare. Te ne accorgerai da sola, te lo dico già, se non andrà, non servirà dirselo, lo sentirai, ci metto la mano sul fuoco. Ma so anche che, per una storia che ‘cade’ un’altra si affaccia, spesso e volentieri quello che vogliamo dire, raccontare, si maschera sotto altri strati di cose, prende strade tortuose e apparentemente incomprensibili, i tuoi compagni e noi saremo lì per quello. Se ti aiutiamo nella stesura? Sarai letto, parola per parola, a cadenza mensile e ti saranno proposte revisioni alle versioni; lavoreremo su ogni parola, cercando quella adatta alla storia, al registro, alla voce che cercheremo di trovare assieme. Io sono fortemente convinta che si debba lavorare su ogni parola. Non prendiamo ‘storie’ a scatola chiusa, ossia, se mi piace la tua storia e so che l’agente me la può piazzare sappi che non mi metterò a scriverla al posto tuo, né la darò da scrivere, alla Virginia Woolf non interessa attaccarsi al petto la medaglietta “pubblicato” (ce ne sono tante di scuole ottime in questo senso) per poi durare il tempo di una decina di post.
Desideriamo che ciascuno e ciascuna trovi il suo posto, solo.

Per informazioni, dubbi o chiarimenti: libreriadelledonnepadova@gmail.com e 049 87 66 239.

Prose, poesie e sperimentazioni

Due componimenti poetici della nostra docente Barbara Buoso, che segue il lavoro dei corsisti lungo tutto il percorso della scuola. Barbara è la tutor dei nostri corsisti e delle nostre corsiste, il punto di riferimento per il lavoro di stesura del progetto editoriale. Questi due componimenti si trovano nell’ultimo romanzo di Barbara Buoso E venni al mondo. Sperimentare, incrociare generi letterari diversi, esprimere la propria creatività: alla scuola Virginia Woolf vogliamo che i e le partecipanti si sentano liberi di fare tutto questo, seguiti da una docente-scrittrice dall’altissima sensibilità letteraria e dal grande talento. 

Schisandra

L’artificio del belletto sulle tue labbra non rende meno
accorto il mio dolore che, spavaldo, ti cerca.

Mi provochi una ferita che non passa dal cuore,
abbeverandomi l’anima con la grazia dello stordimento;
io che nel tramortimento cerco pace trovo la guerra.
Le tue parole, munizione in bianco, riproducono il suono
esatto della vita che brucia lontano.

S’ammanna mio cuore ad oscurarsi, è troppo vicino alle
ferite delle mie battaglie in tempo di pace.
La mia pelle, lucida di combustione umana, si riflette nei
miei occhi allagati che bramano nel vederti.
Schisandra.

Le bacche rossastre mi parlano di te con le tue labbra.

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E venni al mondo

I pugni chiusi, stretti, a stringermi con forza
come nessuno era disposto a fare in quell’irreversibile punto.
Le acque si erano rotte e io nuotavo in un mondo controcorrente,
sempre a pugni chiusi.

E venni al mondo.
Le nocche bianche sembrano montagne innevate e le vene fiumiciattoli con l’ambizione di torrenti.
Mani aperte a lambire inespugnabili trincee:
battaglie inceppate da sorrisi disarmanti.

Non si può nuotare a pugni chiusi; tutt’al più si combatte.
E venni al mondo.
Con la speranza di una primavera capace di prendermi le mani,
sciogliere la neve e insegnarmi a nuotare.

Scuola Virginia Woolf: domande frequenti

Barbara Buoso, insegnate e tutor della Scuola di scrittura Virginia Woolf, risponde alle domande frequenti sulla scuola, le modalità di partecipazione, la selezione.

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William Faulkner

Mi pare corretto, visto che alcuni candidati mi scrivono in privato, dare una risposta “pubblica”, sì da non avvantaggiare/svantaggiare nessuno.
Sarà la deformazione professionale abituata a fare gare metto tutti sullo stesso piano.

DOMANDE
a) Posso mandare un romanzo già finito? Scritto dodici anni fa, pubblicato con un piccolo editore, lo avranno letto in dieci e sperare abbia più fortuna?

b) Ho un romanzo finito, posso non pagare l’annualità scolastica della teoria e partecipare solo alla fase di presentazione agli editori? E’ un romanzo bellissimo.

c) Ho vinto diversi concorsi nazionali e internazionali di poesia, posso inviare anche testi già premiati, non pubblicati?

d) Il progetto deve per forza avere la sinossi?

e) La mia idea penso l’abbiano già scritta in decine di persone, non credo di essere originale anzi, penso di avere una idea banale. Ha senso proporsi?

RISPOSTE

a) Se te lo hanno pubblicato – quindi non è una autopubblicazione – sei stato bravo, sono poche le case editrici serie che non chiedono ‘contributi’ (copie prenotate) all’autore.
La scuola non lavora su testi già pubblicati (ripeto: non autopubblicati, pubblicati) perché ci fidiamo dei colleghi che ti hanno dato fiducia, al tempo e perché pensiamo ci sia un tempo per lasciare andare le cose, anche.
La scuola non è un gratta e vinci, non vogliamo portarti fortuna ma insegnarti qualcosa, prima di tutto, poi se arriveranno delle belle cose saremo felici per te, con te, ma sarà stato – sappilo – merito tuo.

b) No. Non tanto perché non crediamo tu abbia scritto un libro fantastico, ma perché spenderesti solo soldi da noi… sei convinto sia un buon testo? Allora vai. Mandalo in lettura agli editori o trova un agente.

c) Se sono inediti sì. Tuttavia non dovrai allegare attestati di partecipazione o diplomi, noi partiamo e arriviamo ai testi: leggiamo, ne discutiamo in classe e aspettiamo che la scrittura faccia il suo ‘lavoro’: restituirci cose. Non teniamo conto delle vittorie passate, non per snobismo, ma perché a cosa ti servirebbe sentirti dire, ancora, bravo? Vogliamo lavorare sul terreno del possibile.

d) No, la sinossi non è indispensabile. Si possono inviare materiali diversi. Importante avere l’idea germinale, una intuizione, una ossessione anche.

e) Non ti dico niente di nuovo, me ne rendo conto. Non confondere la semplicità con la banalità, la sobrietà con povertà, la linearità con fumosità.
Riporto sempre le parole di Liliana Rampello: devi interrogare il tuo desiderio. Non devi rimanere delusa se ‘non sentirai’, a volte le storie più belle sono quelle che rimangono esclusivamente dentro di noi e noi soli.

Per altre domande o dubbi potete scrivere un commento a questo post o rivolgervi alla segreteria della scuola: libreriadelledonnepadova@gmail.com

In bocca al lupo!

Dove le vostre storie diventano libri

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Joan Didion

Qualche aggiornamento dalla Virginia Woolf, in questo periodo emozionante e stimolante. Si chiude l’annualità 2017/2018 e si inizia a pensare al nuovo anno scolastico.

Ai corsisti di quest’anno, dopo il lungo percorso di studio e scrittura, resta un ultimo weekend di lezione, che rappresenta per noi uno dei momenti più importanti della scuola. Non ci saranno lezioni tradizionali, le corsiste e i corsisti avranno l’opportunità di incontrare editori e agenti letterari.

Scrivere un libro non è un’impresa semplice e alla Virginia Woolf sappiamo bene che un libro non si scrive da soli, ecco perché, durante l’ultimo fine settimana dell’anno, facciamo in modo che i nostri corsisti possano avere un contatto diretto con chi i libri li fa, e li pubblica. Gli editori e le agenti letterarie che interverranno hanno ricevuto a fine giugno un estratto del progetto editoriale di ciascuno dei nostri corsisti.

Tutte le scrittrici e gli scrittori che frequentano la scuola hanno la possibilità di sottoporre il proprio lavoro a dei professionisti che lavorano nell’editoria, che forniranno loro consigli, suggerimenti o potranno esprimere un eventuale interesse per l’opera.

Quest’anno al weekend di settembre interverranno Saveria Chemotti per la casa editrice Cleup, Paolo Spinello di Apogeo editore, e due agenti letterarie di fama nazionale: Monica Malatesta della Malatesta Agency e infine Rita Vivian della R. Vivian Literary Agency.

La nuova annualità però è già alle porte. Sono aperte le selezioni ed è online il bando 2018/2019. Stiamo ricevendo i progetti editoriali di nuovi aspiranti corsisti, la direzione della scuola, affiancata dal nostro gruppo di docenti, sta lavorando alle selezioni. Le selezioni sono aperte fino al 30 settembre, il nuovo anno scolastico inizia ad ottobre.

Aspettiamo i vostri progetti, desideriamo che le vostre storie ed emozioni si trasformino in libri.

Esercizi di scrittura

Workshop di scrittura

Sabato 15 settembre 2018 dalle 17 alle 19

Lìbrati in collaborazione con la Scuola di scrittura Virginia Woolf organizza

Esercizi di scrittura

Workshop gratuito di scrittura creativa

gratuito e aperto a tutte e tutti

tenuto da Barbara Buoso

Due ore intense di scrittura guidati da Barbara Buoso, docente della scuola di scrittura Virginia Woolf, due ore di esercizi per sviluppare la propria creatività e per farsi leggere, due ore di suggerimenti e spunti importanti per migliorare la propria scrittura, due ore per mettere in gioco la propria passione.

L’incontro è gratuito ed è aperto a tutte e tutti e si terrà presso Lìbrati, libreria delle donne di Padova e sede della Scuola Virginia Woolf.

Barbara Buoso, nata a Rovigo nel 1972, vive e lavora a Padova. Nel 2003 pubblica il suo romanzo d’esordio Aspettami con Croce Editore. Nel 2014, su segnalazione di Emma Dante, pubblica L’ordine innaturale degli elementi (Baldini & Castoldi). Vincitrice con il racconto “Nevicata” del concorso di racconti “Lìbrati e vola” (pubblicato poi nel 2016 nella raccolta “Soffia un vento contrario”, L’Iguana Editrice). E’ uscito a febbraio 2018 il suo ultimo romanzo “E venni al mondo” (Apogeo editore). Insegna scrittura creativa alla Scuola di scrittura Virginia Woolf.

Descrivere e ritrarre

Per conoscere come si lavora alla Scuola Virginia Woolf vi proponiamo un piccolo testo prodotto da una delle nostre corsiste durante il weekend di Torreglia.

Ringraziamo Chiara Tedeschi, autrice del brano, che ci ha concesso di postarlo qui. Il testo scritto all’interno di un lavoro sul miglioramento della propria capacità descrittiva, tratteggia un piccolo ritratto delle partecipanti al weekend.

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Sono sedute attorno a un tavolo e guardano verso un unico punto. Ledistinguiprincipalmente dalle gambe. Quelle di Alessandra sono in una posizione che solo lei sa raggiungere. Un piede allungato sotto la tavola, l’altro appoggiato sulla sedia, il ginocchio ad angolo acuto. Il piede scalzo: l’unghia è chiara e spessa sulla pelle abbronzata; un piede che cammina tanto, nudo sulla nuda terra.

Le scarpe di Alessandra? Se sei seduto vicino a lei, facile che te ne ritrovi una tra i piedi. Lei le prende solo quando va a fare una passeggiata, sempre un po’ lontano, sempre dove lei sa. Ma poi sono sicura che se le toglie: lo dicono i suoi piedi. Sono sicura che si distende sull’erba e i capelli vanno dove vanno e poi tornano scuri attorno alle guance, all’altezza delle labbra carnose, un po’ allungate, perplesse. Come se stessero per dire: ho capito bene? Labbra che vogliono ridere e non trovano il coraggio, ma poi ridono lo stesso e chiamano nel sorriso anche i denti, anche gli occhi, con un piccolo ritardo. Perché sono occhi seri, lo sguardo piegato in un pensiero.

Di Erica invece, se si guarda sotto il tavolo, vedi un piede solo. L’altro è nascosto: dietro la gamba composta, non lo vedi subito. Le gambe – bianche – il busto e i fianchi stretti, il collo e il viso: è tutto in una sola linea, in una sagoma chiusa. E cosa esce da quella sagoma? Cosa esce di Erika? I capelli, certo: sono azzurri, sono blu. Sono una trappola, Erika vuole che guardiamo quelli, acconciati come in una favola. Astuto, saggio.

E dietro gli occhi, che sono un quadro di Rubens? Solo tu lo sai, Erika, e non ce lo dirai: le labbra restano chiuse anche quando sei sovrappensiero. Perché non ti sfugge neanche una parola.

Invece Laura sta ben composta, sì, ma è decisa: nelle sue gonne lunghe prende lo spazio che le serve a stare diritta, solida come la prua di una nave in rada. Le spalle ben aperte, le mani una sull’altra. Lei dice: io sto qui. Come i capelli grigi ben ordinati su quelli neri. Come le sopracciglia spesse sugli occhi, gli occhi sugli zigomi. Come il naso, dritto e fermo come un perno. Laura dice che lei è il suo neo, che è a sinistra, sotto il labbro inferiore. Ma non è solo quello, lei è il naso. È la linea decisa delle labbra. La forma regolare del mento. Solo la voce – e un po’ le mani – le tremano quando parla. Soprattutto se deve leggere qualcosa che ha scritto.

E veniamo a Nicla. È seduta all’angolo, ha le gambe accavallate strettissime, vogliono occupare il minor spazio possibile. Ma non è timidezza: mi viene in mente una molla carica e tesa, piegata in sé stessa, pronta a saltare via. Se conosci Nicla, sai che ha quattro figli, che corre nella pioggia. Se guarda lontano è in cerca di qualcosa, il caschetto biondo come un elmetto da esploratore. La pelle è abbronzata, ha visto il sole delle cime molte volte. La fronte alta non ha paura di mostrarsi alle cose. Le labbra fioriscono di parole, ma adesso sono chiuse, stai scrivendo, Nicla, e lo vedo dai tuoi occhi che si stringono che se ti guardo ti disturbo.

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Qualche metro più in là, altre due donne siedono sul dondolo. La prima alza il mento rotondo e il cielo riflette i suoi occhi. Lei legge nelle nuvole, lascia che le luci e le ombre del tempo che cambia le si posino sul viso.

Se Barbara sorride, lo fa dopo averci riflettuto molto. Intanto, le mani ora sono ferme, ora accompagnano le parole, le impastano nell’aria, le stendono sulle gambe solide come un tavolo. Sono mani, sono gambe, è un corpo che ti vuole concentrare sulle cose da fare, che sono tante, sul tempo da spendere bene.

Ti sorprende che la sua risata arrivi alta, una nota di ragazzina. Come non ti aspetti gli orecchini piccoli, ai lobi.

Una doccia improvvisa dalle nuvole fa alzate Ilaria, che si muove senza muovere l’aria. Risaltano gli occhi grandi sul volto liscio, di un colore che non sai finché non ti avvicini. Anche da lei, parole lente come mani di pittura sulle cose. E un sorriso che un po’ ha paura: si sarà rotto qualcosa? sembra chiedere. È un sorriso con gli spigoli, come una conchiglia dei fondali. I capelli corti – non chiedetemi come – disegnano attorno alla testa, in una sfumature leggera, punte, quasi delle lance.

Laura guarda le amiche da dietro gli occhiali, dietro le lenti lo sguardo ha pochi anni,torreglia7 come il naso, come i denti. Veste di nero e di bianco: i colori sono nei capelli, oggi rossi, ieri verdi, azzurri. Il colore è sulle braccia, nei contorni spessi delle rose e delle piume dei tatuaggi: la pelle come un album.

Il colore è nella voce: una voce arancione, disegna le parole in tanti tratti spessi, non passa inosservata.

Ma piove e mi distraggo, quando torno da lei l’arancione è sparito: ora Laura è un profilo silenzioso, uno sguardo al bosco, le labbra un po’ contratte davanti ai pensieri da raddrizzare.