Esperienze alla scuola di Scrittura Virginia Woolf

Antonella Cunico:

Gli incontri della scuola di scrittura non sono stati soltanto delle lezioni sulle tecniche narrative, ma soprattutto un laboratorio dove abbiamo visto le nostre storie prendere forma, abbiamo lavorato sulla costruzione dei personaggi, ipotizzando diverse possibilità di evoluzione delle loro vicende. Per me è stato avvincente il confronto con le altre, perché le osservazioni di Barbara e Ilaria, man mano che si svolgeva il lavoro di ogni compagna insieme al mio, mi inducevano a riflettere sul mio percorso e a modificarne a volte l’evoluzione. La scuola di scrittura è stata una comunità ermeneutica dove i diversi sguardi hanno permesso di moltiplicare i punti di vista,  fornendo risorse impreviste all’immaginario personale. Auguro un buon avvio alla prossima edizione!

Giovanna Scuderi:

Insegno in un liceo da tanti anni, non ho mai smesso di scrivere e studiare, ma trovarmi in una scuola, in una situazione capovolta, seduta in un banco di fronte a due docenti e accanto a tante compagne, mi ha restituito una dimensione di leggerezza con la potenza di un nuovo inizio, che non provavo da molto tempo e di cui sono grata, profondamente grata a tutte. È da quella leggerezza che poi è  nata la voglia di cimentarmi in un progetto ben diverso da quello di partenza, che ha preso corpo durante le lezioni, man mano che crescevano la fiducia e l’affidamento verso Barbara e Ilaria e la complicità  che  spingeva l’una dentro la storia dell’altra.Scrivere è  mettersi a nudo, con amore e disperazione. Non c’è  scampo, non c’è  altro modo. Nulla toglie la fatica, la paura di non essere all’altezza dei personaggi, le responsabilità  nei confronti della storia, ma vivere l’esperienza della scuola regala quella preziosa tranquillità che consente di iniziare, come una provvidenziale spinta per tuffarti in acqua, la prima volta, e iniziare a nuotare.


Daniela Borgato:

Una bolla enorme , gonfia, straripante di idee scekerate insieme che mi rimbalzava nella testa. Da che parte cominciare a scrivere?Piano piano con l’aiuto di Barbara Buoso e il filtro delle lezioni di Ilaria Durigon docenti della scuola di scrittura Virginia Woolf ho provato a srotolare questo aggrovigliato “coso”. Ho individuato i protagonisti, i personaggi secondari, ho un imparato a stendere una scaletta, a curare descrizioni, narrazioni, dialoghi. È nata insomma una storia da raccontare con una “voce” solo mia. Una storia che non ho ancora concluso (anche il Covid ci ha messo del suo per rallentare il lavoro). Mi resta un bel pezzo di cammino da compiere, ma sono sicura che arriverò alla meta perché sono caparbia. Senza scuola non so neppure se avrei avuto la forza per iniziare. Frequentare una scuola di scrittura è un’esperienza culturale e formativa che consiglio a ogni aspirante scrittore. Non vorrei trascurare un risvolto importante almeno per me: ho conosciuto delle belle persone con alcune delle quali è nata un’autentica amicizia.

Manuela Toscano:

La foto della bionda è ancora appesa alla parete di fronte a me, come due anni fa.
Ha un fisico scolpito e le tette rifatte, ma mi sarebbe piaciuto assomigliarle.
Quel settembre volevo scrivere una pagina per presentarmi con l’obiettivo di essere ammessa alla Woolf.  
Ero indecisa.
Aveva senso scrivere quelle righe così dirette senza nascondere le emozioni?
Avevo il timore di non essere ritenuta interessante o accettata.
Ci pensavo da mesi, cercavo una scuola di scrittura diversa da quelle che avevo visto, cercavo qualcosa di vicino al mio pensiero.
Guardavo il vecchio poster in bianco e nero con gli angoli rovinati dalle puntine, una foto di Max degli anni ’80.
Potevo inserirla o sarebbe stato più saggio tenere quelle parole per il prossimo racconto, perché ero troppo fuori dalle righe?
Quando l’avevo fatto incorniciare e appeso al muro mi ero sentita soddisfatta di me come una ragazzina che prende un bel voto.
Una sera ho deciso di spedire senza censurarmi, e ho aspettato la risposta.
Dopo una settimana mi è arrivata una mail informale e sobria che mi ha resa felice.
E’ stata un’emozione dall’inizio alla fine, e per quanto mi riguarda non è ancora finita.
Le altre compagne di corso hanno già scritto pensieri bellissimi, li faccio miei.   
Perciò una volta di più penso di me che non posso essere altro che quella che sono, una che ha sempre voluto scrivere in una stanza tutta per sè, e perché non ammetterlo, anche essere letta. Grazie a tutte ragazze, è stato splendido. Barbara e Ilaria sono toste, ma lo rifarei mille volte.

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