Descrivere e ritrarre

Per conoscere come si lavora alla Scuola Virginia Woolf vi proponiamo un piccolo testo prodotto da una delle nostre corsiste durante il weekend di Torreglia.

Ringraziamo Chiara Tedeschi, autrice del brano, che ci ha concesso di postarlo qui. Il testo scritto all’interno di un lavoro sul miglioramento della propria capacità descrittiva, tratteggia un piccolo ritratto delle partecipanti al weekend.

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Sono sedute attorno a un tavolo e guardano verso un unico punto. Ledistinguiprincipalmente dalle gambe. Quelle di Alessandra sono in una posizione che solo lei sa raggiungere. Un piede allungato sotto la tavola, l’altro appoggiato sulla sedia, il ginocchio ad angolo acuto. Il piede scalzo: l’unghia è chiara e spessa sulla pelle abbronzata; un piede che cammina tanto, nudo sulla nuda terra.

Le scarpe di Alessandra? Se sei seduto vicino a lei, facile che te ne ritrovi una tra i piedi. Lei le prende solo quando va a fare una passeggiata, sempre un po’ lontano, sempre dove lei sa. Ma poi sono sicura che se le toglie: lo dicono i suoi piedi. Sono sicura che si distende sull’erba e i capelli vanno dove vanno e poi tornano scuri attorno alle guance, all’altezza delle labbra carnose, un po’ allungate, perplesse. Come se stessero per dire: ho capito bene? Labbra che vogliono ridere e non trovano il coraggio, ma poi ridono lo stesso e chiamano nel sorriso anche i denti, anche gli occhi, con un piccolo ritardo. Perché sono occhi seri, lo sguardo piegato in un pensiero.

Di Erica invece, se si guarda sotto il tavolo, vedi un piede solo. L’altro è nascosto: dietro la gamba composta, non lo vedi subito. Le gambe – bianche – il busto e i fianchi stretti, il collo e il viso: è tutto in una sola linea, in una sagoma chiusa. E cosa esce da quella sagoma? Cosa esce di Erika? I capelli, certo: sono azzurri, sono blu. Sono una trappola, Erika vuole che guardiamo quelli, acconciati come in una favola. Astuto, saggio.

E dietro gli occhi, che sono un quadro di Rubens? Solo tu lo sai, Erika, e non ce lo dirai: le labbra restano chiuse anche quando sei sovrappensiero. Perché non ti sfugge neanche una parola.

Invece Laura sta ben composta, sì, ma è decisa: nelle sue gonne lunghe prende lo spazio che le serve a stare diritta, solida come la prua di una nave in rada. Le spalle ben aperte, le mani una sull’altra. Lei dice: io sto qui. Come i capelli grigi ben ordinati su quelli neri. Come le sopracciglia spesse sugli occhi, gli occhi sugli zigomi. Come il naso, dritto e fermo come un perno. Laura dice che lei è il suo neo, che è a sinistra, sotto il labbro inferiore. Ma non è solo quello, lei è il naso. È la linea decisa delle labbra. La forma regolare del mento. Solo la voce – e un po’ le mani – le tremano quando parla. Soprattutto se deve leggere qualcosa che ha scritto.

E veniamo a Nicla. È seduta all’angolo, ha le gambe accavallate strettissime, vogliono occupare il minor spazio possibile. Ma non è timidezza: mi viene in mente una molla carica e tesa, piegata in sé stessa, pronta a saltare via. Se conosci Nicla, sai che ha quattro figli, che corre nella pioggia. Se guarda lontano è in cerca di qualcosa, il caschetto biondo come un elmetto da esploratore. La pelle è abbronzata, ha visto il sole delle cime molte volte. La fronte alta non ha paura di mostrarsi alle cose. Le labbra fioriscono di parole, ma adesso sono chiuse, stai scrivendo, Nicla, e lo vedo dai tuoi occhi che si stringono che se ti guardo ti disturbo.

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Qualche metro più in là, altre due donne siedono sul dondolo. La prima alza il mento rotondo e il cielo riflette i suoi occhi. Lei legge nelle nuvole, lascia che le luci e le ombre del tempo che cambia le si posino sul viso.

Se Barbara sorride, lo fa dopo averci riflettuto molto. Intanto, le mani ora sono ferme, ora accompagnano le parole, le impastano nell’aria, le stendono sulle gambe solide come un tavolo. Sono mani, sono gambe, è un corpo che ti vuole concentrare sulle cose da fare, che sono tante, sul tempo da spendere bene.

Ti sorprende che la sua risata arrivi alta, una nota di ragazzina. Come non ti aspetti gli orecchini piccoli, ai lobi.

Una doccia improvvisa dalle nuvole fa alzate Ilaria, che si muove senza muovere l’aria. Risaltano gli occhi grandi sul volto liscio, di un colore che non sai finché non ti avvicini. Anche da lei, parole lente come mani di pittura sulle cose. E un sorriso che un po’ ha paura: si sarà rotto qualcosa? sembra chiedere. È un sorriso con gli spigoli, come una conchiglia dei fondali. I capelli corti – non chiedetemi come – disegnano attorno alla testa, in una sfumature leggera, punte, quasi delle lance.

Laura guarda le amiche da dietro gli occhiali, dietro le lenti lo sguardo ha pochi anni,torreglia7 come il naso, come i denti. Veste di nero e di bianco: i colori sono nei capelli, oggi rossi, ieri verdi, azzurri. Il colore è sulle braccia, nei contorni spessi delle rose e delle piume dei tatuaggi: la pelle come un album.

Il colore è nella voce: una voce arancione, disegna le parole in tanti tratti spessi, non passa inosservata.

Ma piove e mi distraggo, quando torno da lei l’arancione è sparito: ora Laura è un profilo silenzioso, uno sguardo al bosco, le labbra un po’ contratte davanti ai pensieri da raddrizzare.

La scuola fa uscire il fuoco che hai dentro

Per scegliere una scuola di scrittura cosa c’è di meglio se non ascoltare le parole di chi l’ha frequentata? Ecco un’altra mini intervista. Qui Nicla Signorelli ci racconta la sua esperienza e la volontà di assecondare il proprio desiderio di scrivere, di farsi leggere, di mettersi alla prova.

Le riprese sono state effettuate a Torreglia, il 14 e 15 luglio, all’interno del weekend fuori porta che la scuola organizza ogni anno per i suoi corsisti. la scuola intende offrire tempo di qualità da dedicare alla scrittura in un luogo rilassante immerso nella natura.

Ultimo giorno di scuola

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Era proprio la cosa che volevo fare con i miei racconti: mettere in fila le parole giuste, le immagini precise, ma anche la punteggiatura esatta e appropriata per far sì che il lettore fosse attratto e coinvolto all’interno del racconto fino a essere incapace di distogliere lo sguardo dal testo, a meno che non gli andasse a fuoco la casa attorno.

Raymond Carver, Il Mestiere di scrivere, Einaudi 1997, p. 73

 

Si terrà questo weekend l’incontro finale dei corsisti con gli editori Marsilio, Cleup, Voland e con l’agente letterario Monica Malatesta. Insieme discuteranno del progetto editoriale di ognuno ripercorrendo le tappe che, dopo un anno di studio e lavoro, hanno trasformato il loro manoscritto iniziale in una pubblicazione editoriale coerente e inedita. Verranno analizzati insieme i punti di forza e di debolezza di ogni lavoro: i consigli e le critiche non mancheranno. Tutto questo come sempre con un unico obiettivo: ricercare e premiare l’originalità, la passione e il talento.

Sono aperte le selezioni

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Lunedì 15 maggio si aprono le selezioni per la seconda annualità della Scuola di scrittura Virginia Woolf.

La Scuola di scrittura Virginia Woolf è un master di un anno, un percorso formativo/didattico di 160 ore, comprensivo di lezioni teoriche, laboratori, seminari e incontri con personalità provenienti dal mondo dell’editoria, che si svolgerà un weekend al mese, da ottobre 2017 a settembre 2018. Si tratta di un corso di alta formazione dedicato a chi ha la passione per la scrittura e vuole mettersi alla prova; a chi già scrive ma vuole perfezionarsi; a chi, infine, utilizza la scrittura come “strumento” di lavoro in ambiti differenti da quello creativo e voglia acquisire tutti i segreti per scrivere bene.

Per scrivere, oltre al talento, servono anche conoscenze specifiche e un lavoro continuo di perfezionamento. Per scrivere bene non basta l’idea geniale ma serve in ugual misura acquisire tecnica e metodo, tutte conoscenze che richiedono tempo, studio e docenti qualificati.

Nel corso dell’anno i partecipanti svilupperanno il proprio progetto editoriale supportati da docenti professioniste e da tutor. Al termine dell’anno è previsto l’incontro con editori ed agenti letterari a cui i partecipanti sottoporranno il loro lavoro.

Per maggiori informazioni sullo svolgimento della Scuola, sugli insegnamenti e sull’organizzazione è possibile consultare le pagine Il corso e Bando.

Le selezioni, che si aprono ufficialmente lunedì 15 maggio 2017 si concluderanno sabato 16 settembre 2017.

Perchè scrivere?

nw_-c-dominique-nabokob_author-photo1Scrivere ci permette di dimostrare che possediamo ancora abilità, idee e mezzi di comunicazione che sono nostri e basta, non legati alle carte di credito o alla posizione sociale.

Ci consente di vedere il fine delle nostre azioni: almeno qui, su questa pagina. Il motivo per cui così tante persone hanno ancora voglia di dire «IO SONO UNO SCRITTORE!» è che è uno dei pochi ruoli simbolici rimasti nella nostra cultura che sembra offrire alla gente ciò che la cultura nel suo insieme offre in teoria ma annichilisce nella pratica: l’autodeterminazione e l’espressione di sè.

Zadie Smith, Perchè Scrivere, pagina 34, Minimun Fax 2011

Il modulo Incontri tematici e qualche anticipazione

Scopriamo insieme uno dei moduli che compongono l’offerta formativa della Scuola di scrittura Virginia Woolf: gli Incontri tematici. Per scrivere e per scrivere bene oltre alle lezioni teoriche e ai laboratori, pensiamo sia utile e piacevole imparare dal confronto diretto con grandi personalità provenienti dal mondo della letteratura e dell’editoria, per lasciarsi ispirare da chi vive di letteratura e di arte.

In questo post vi sveliamo in anteprima due delle personalità che animeranno con il loro sapere e la loro esperienza gli incontri tematici dell’anno 2016/2017.

liliana rampello

Liliana Rampello

Durante l’anno avremo il piacere di incontrare Liliana Rampello, critica letteraria e saggista, vive e lavora a Milano come consulente editoriale. Tra le sue pubblicazioni, La grande ricerca. Saggio su Proust (1994), Il canto del mondo reale. Virginia Woolf. La vita nella scrittura (2005) e Sei romanzi perfetti. Su Jane Austen (2014).

Nell’incontro tematico che terrà alla Scuola, Liliana illustrerà il lavoro del consulente editoriale, un ruolo di fondamentale importanza all’interno delle case editrici e al processo che porta alla pubblicazione, dove entrano in gioco, tra i vari aspetti, anche quello estetico e commerciale di un libro da conciliarsi con le esigenze di mercato. Durante l’incontro inoltre sono previsti dei colloqui individuali con i partecipanti in cui Liliana potrà valutare il progetto editoriale di ciascuno e fornire consigli e suggerimenti.

maria rosa cutrufelli

Maria Rosa Cutrufelli

La Scuola di scrittura Virginia Woolf ha previsto un incontro tematico con una grande scrittrice: Maria Rosa Cutrufelli. Scrittrice, giornalista e saggista, Maria Rosa vive a Roma e collabora come critica a numerose riviste letterarie. I suoi saggi e i suoi romanzi sono tradotti in una ventina di lingue. Tra le sue pubblicazioni La donna che visse per un sogno, (nella cinquina del Premio Strega),  D’amore e d’odio (vincitore del Premio Tassoni), I bambini della Ginestra (vincitore del Premio Ultima Frontiera),  Il Giudice delle donne (2016).

Durante il suo intervento ci parlerà del suo lavoro di scrittrice, concentrandosi sul suo peculiare approccio alla scrittura e illustrandoci le varie fasi che compongo la stesura di un libro e di quelle che anticipano questo processo, come per esempio il lavoro di documentazione e ricerca.