La scuola fa uscire il fuoco che hai dentro

Per scegliere una scuola di scrittura cosa c’è di meglio se non ascoltare le parole di chi l’ha frequentata? Ecco un’altra mini intervista. Qui Nicla Signorelli ci racconta la sua esperienza e la volontà di assecondare il proprio desiderio di scrivere, di farsi leggere, di mettersi alla prova.

Le riprese sono state effettuate a Torreglia, il 14 e 15 luglio, all’interno del weekend fuori porta che la scuola organizza ogni anno per i suoi corsisti. la scuola intende offrire tempo di qualità da dedicare alla scrittura in un luogo rilassante immerso nella natura.

Investire sui propri sogni

Erica Castiglioni racconta la sua esperienza alla scuola. La più giovane corsista della scuola dà un consiglio fondamentale: investire sui propri sogni, non è mai troppo presto, non è mai troppo tardi.

Le riprese sono state effettuate a Torreglia, il 14 e 15 luglio, all’interno del weekend fuori porta che la scuola organizza ogni anno per i suoi corsisti. la scuola intende offrire tempo di qualità da dedicare alla scrittura in un luogo rilassante immerso nella natura.

Un libro non si scrive da soli

Laura Picchi, corsista della Scuola Virginia Woolf ci regala impressioni ed emozioni provate durante quest’anno di Scuola. Professionalità e lavoro di gruppo sono due degli aspetti più importanti all’interno della scuola.

Le riprese sono state effettuate a Torreglia, il 14 e 15 luglio, all’interno del weekend fuori porta che la scuola organizza ogni anno per i suoi corsisti. la scuola intende offrire tempo di qualità da dedicare alla scrittura in un luogo rilassante immerso nella natura.

Non avere paura di cambiare idea

Impressioni a caldo sull’annualità 2017/2018 della Scuola, dalla voce delle nostre corsiste. Nel video Chiara Tedeschi ci racconta cos’è stato per lei quest’anno di lavoro e di scrittura e dà qualche consiglio a voi corsisti e corsiste del prossimo anno.

Le riprese sono state effettuate a Torreglia, il 14 e 15 luglio, all’interno del weekend fuori porta che la scuola organizza ogni anno per i suoi corsisti. la scuola intende offrire tempo di qualità da dedicare alla scrittura in un luogo rilassante immerso nella natura.

Torreglia, 14-15 luglio. Scrivere altrove

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Anche quest’anno la Scuola di scrittura Virginia Woolf si è trasferita sui Colli Euganei per trascorrere il weekend di luglio altrove, in un posto nuovo, differente da dove si svolgono di consueto le lezioni.

Pensiamo al weekend di luglio come ad un’occasione per ampliare i propri orizzonti ed aprire i propri pensieri al nuovo, all’inconsueto in un ambiente rilassante e piacevole. Anche quest’anno abbiamo scelto i Colli Euganei, a due passi da Padova, non solo per sfuggire alla calura cittadina, ma anche per trovare, immerse in una natura rigogliosa, del tempo buono per scrivere.

Qui sopra un po’ di foto della nostra due giorni. La Scuola Virginia Woolf vi porta altrove, e non solo metaforicamente.

Fiction o autofiction: questo è il dilemma

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If there’s a book you want to read but it hasn’t be writter yet, then you must write it (Toni Morrison)

Quando si chiede agli scrittori o alle scrittrici perchè scrivono le risposte sono molteplici. Scrivo per comunicare, scrivo per raccontare storie, scrivo perchè non posso farne a meno, scrivo per raccontare quello che penso, scrivo per innamorarmi ancora, come disse una saggia corsista della Scuola.

Le motivazioni per cui si sceglie di esprimere se stessi attraverso la scrittura posso essere disparate, ma lo scrittore si trova fin da subito, da quando cioè nasce il desiderio di affidare a carta e parole i proprio pensieri, a dover fare una scelta.

Racconterò una storia o racconterò la mia storia?

Sempre, con qualsiasi storia, un autore racconta qualcosa di se stesso, del suo modo, dei propri pensieri, compiendo operazioni di trasfigurazione. Nelle storie che scriviamo ci mettiamo i luoghi che conosciamo, un personaggio secondario ha lo stesso tic del nostro migliore amico d’infanzia, la madre della protagonista ha gli stessi pregi (o difetti) della nostra e così via.

Nell’autobiografia e nelle sue innumerevoli declinazioni, questo sguardo emerge in maniera dirompente, è lo scrittore a tracciare la sua storia o quelli che esso considera i fatti salienti di essa. Anche nell’autobiografia, però, deve essere chiaro il messaggio da lanciare nel mondo.

Consiglio: scrivete il messaggio che vi urge comunicare, in stampatello, in bella grafia, con la macchina da scrivere ereditata da un familiare, o a pc. Mettete il vostro messaggio in bella vista, dove lo possiate vedere sempre quando scrivete. Esso sarà la vostra guida, la vostra bussola e vi condurrà nella stesura della vostra storia, sia essa la vostra storia personale oppure no.

Di questo e di molto altro parleremo nel laboratorio estivo di autobiografia che si svolgerà gli ultimi due weekend di luglio. Un’occasione unica per raccontare e raccontarsi.

Per maggiori informazioni cliccate qui.

E se non fosse la storia giusta?

Mentre è già online il bando 2018/2019, i corsisti dell’attuale anno di corso, lavorando spalla a spalla con le nostre docenti, si preparano ad inviare un estratto del loro romanzo agli editori che collaborano con la Scuola. Durante l’anno i corsisti hanno lavorato sul proprio personale stile di scrittura e sul progetto editoriale, in alcuni casi sconvolgendolo completamente. Ebbene, sì, talvolta può succedere  che la storia che vogliamo raccontare non sia quella giusta. Ma come facciamo a capirlo?

Agatha-Christie

Agatha Christie

In questo post un breve test, per capire se la storia su cui state lavorando è quella giusta da raccontare. Se rispondete NO ad almeno 1 domanda forse non è la storia che fa per voi.

  1. Questa storia mi interessa? Solitamente nei corsi di scrittura si suggerisce di raccontare ciò che si conosce e questo è sicuramente un ottimo consiglio, ma succede che lo scrittore provi il desiderio di raccontare qualcosa che lo affascina ma che non conosce direttamente. E’ necessario perciò essere disposti ad affrontare un serio lavoro di studio e documentazione prima di cominciare a scrivere la storia desiderata.
  2. Conosco, ho letto altri libri che appartengono al genere letterario in cui penso rientrerà il mio romanzo? Voglio scrivere di fantascienza, ma non ho mai letto libri di fantascienza. Voglio scrivere un romanzo storico, ma non ho mai letto romanzi storici. Sappiamo che la cosa fondamentale per scrivere bene è leggere, e leggere molto, perciò è necessario confrontarsi con altri che hanno scritto e pubblicato romanzi vicini a per tema o per genere letterario, appunto, alla storia che abbiamo in mente.
  3. Ho un messaggio urgente da comunicare con la mia storia? Questa domanda è fondamentale. Importantissimo, quando si scrive un romanzo, è avere qualcosa da dire al lettore. Il pensiero che vogliamo esprimere può essere anche molto semplice, basic, ma dobbiamo voler comunicare qualcosa al mondo. Se non abbiamo un messaggio o il messaggio è confuso, rischiamo l’effetto “vuoto cosmico”: la storia non dice nulla al lettore perchè l’autore non ha nulla da dire.

Se avete risposto Sì ad almeno una di queste domande forse è tempo di valutare se la storia che state scrivendo è la storia giusta per voi. Forse la storia che avete in mente, non è quella giusta per l’attuale momento, o forse non sarà mai quella giusta perchè troppo debole, o perchè vi affascina un aspetto mentre tutto il resto non vi interessa.

Un consiglio: la scrittura ha questo primo grande pregio, con essa avete la libertà creativa di costruire mondi, personaggi, storie. Ragionate su di esse, montate, smontate, distruggete e ricostruite se necessario. In letteratura, siete voi, la vostra creatività, il vostro sguardo unico sul mondo a comandare. Non abbiate paura di osare.

LA FORZA DEL DETTAGLIO

Si sente spesso dire che i dettagli fanno la differenza: è così anche per la scrittura. Riportiamo alcuni scritti di Natalie Goldberg, tratti dal libro Scrivere zen, manuale di scrittura creativa (Ubaldini Editore, 14,00 euro).

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La vita è così ricca che se si riescono a scrivere i dettagli reali nel modo in cui le cose erano e sono, non è che ci sia bisogno di gran che d’altro. Anche se le finestre dai vetri molati, l’insegna della birra Rheingold che ruota lentamente, la rastrelliera con i pacchetti di patatine fritte e gli alti sgabelli rossi dalla taverna di New York in cui una volta siete andati a bere voi li trapiantate pari pari nel bar di un racconto ambientato in un altro stato, la storia possederà autenticità e solidità. “Oh no, quel bar era a Long Island, non si può metterlo nel New Jersey”. Sì invece che si può. Nell’uso dei dettagli originali non bisogna essere rigidi. L’immaginazione è capace di trapiantare i dettagli, ma utlizzando dettagli che conosciamo di prima mano, cose che abbiamo visto veramente, daremo a ciò che scriviamo credibilità e verità. In questo modo si creano solide fondamenta su cui costruire. Ovviamente, se uno è appena stato a New Orleans, con quel caldo umido che si potrebbe tagliare col coltello, e ha succhiato zampe d’aragosta al Magnolia Bar di Charles Street, non si può far fare la stessa cosa al personaggio dagli avambracci muscolosi di un racconto ambientato a Cleveland una sera di gennaio. La cosa non può funzionare, a meno che, naturalmente, non si vada sul surreale, là dove i confini iniziano a confondersi.

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Concorso di racconti “Si va via per tornare”

Locandina Si va via per tornare

“SI VA VIA PER TORNARE”

III CONCORSO LETTERARIO DI RACCONTI DI DONNE


Lìbrati – Libreria delle donne di Padova in collaborazione con Apogeo Editore indice il III concorso letterario di racconti rivolto a tutte le donne che amano scrivere.

“Si va via per tornare”

Cerchiamo narrazioni che raccontino viaggi, esplorazioni, cerchiamo parole che sappiano nominare spostamenti di spazio, di tempi, avvicinamenti. In questo tempo liquido la posta in gioco è far propria l’arte del movimento, il sapersi far portar via, non temere l’ allontanarsi, farsi trasportare verso mete sconosciute. Cerchiamo storie di viaggi che conducono lontano, incursioni nella memoria ed immaginazioni che anticipano il futuro, cerchiamo il coraggio di viaggi dell’anima, la forza che occorre per perdersi, lasciarsi contaminare e poi cambiare e poi forse tornare.

REGOLAMENTO:


1. Partecipazione al concorso:

È bandita la Terza Edizione del Concorso di racconti inediti di Lìbrati dal titolo: “Si va via per tornare”. La partecipazione al concorso è aperta a tutte le donne. La partecipazione è gratuita.

2. Oggetto del concorso:
Ogni scrittrice dovrà produrre un testo di max 18.000 battute (spazi inclusi). I racconti che supereranno tale indicazione non verranno presi in considerazione. Il racconto inviato deve essere inedito, non soggetto a pubblicazione editoriale. Sono esclusi dal concorso anche i racconti pubblicati in formato digitale, (ebook) o pubblicati su siti, blog o social network.

3. Termine di consegna, modalità di spedizione:
Il racconto dovrà essere inviato in forma anonima e in duplice copia entro e non oltre il 31/07/2018, all’indirizzo:
Lìbrati – Libreria delle donne di Padova
Via San Gregorio Barbarigo, 91
35141 Padova

Il testo non dovrà indicare in alcun punto il nome dell’autore. Al racconto dovrà essere allegata una busta sigillata contenente i dati anagrafici e i recapiti della partecipante.
La giuria aprirà la busta solo dopo la lettura e la selezione dei racconti, in modo da garantire la totale imparzialità di giudizio.
Il racconto è inviato a titolo gratuito e le copie non verranno restituite. Il nome dell’autrice con i relativi dati personali dovranno essere indicati esclusivamente nel modulo di iscrizione e nella liberatoria per il trattamento dei dati personali scaricabile da questa pagina.

A Lìbrati dovrà essere quindi inviato un plico contenente:
– n. 5 copie del racconto su supporto cartaceo
– n. 1 busta sigillata contenente:
– il modulo di partecipazione comprensivo dei dati personali e del titolo del racconto, sottoscritto in tutte le sue parti dalla concorrente, per accettazione.
– la liberatoria per il trattamento dei dati personali, compilata in ogni sua parte e firmata
– la copia di un documento di riconoscimento valido.

4. Giuria

Barbara Buoso, scrittrice

Laura Capuzzo, libraia di Lìbrati

Rosaria Guacci, pubblicista e consulente editoriale

Alessandra Pigliaru, giornalista

Il giudizio della giuria è insindacabile e inappellabile. I risultati saranno resi noti entro l’ 8 settembre 2018.

5. Premio e pubblicazione:
I dieci migliori racconti selezionati dalla giuria saranno pubblicati in un volume di Apogeo Editore.
Qualora la giuria ritenesse che nessun racconto tra quelli inviati dalle partecipanti sia idoneo alla pubblicazione, la giuria si riserva di non procedere alla pubblicazione.

6. Accettazione del regolamento
La partecipazione al concorso implica la conoscenza e l’accettazione piena ed incondizionata del suo regolamento che potrà essere consultato per tutta la durata del concorso sul sito di Lìbrati – Libreria delle donne di Padova, all’indirizzo www.libreriadelledonnepadova.it nella sezione Concorso Lìbrati.

La giuria e la segreteria del concorso si riserva il diritto di verificare, tramite eventuali procedure, che le opere soddisfino i requisiti stabiliti dal regolamento quali l’originalità del materiale inviato. Qualsiasi partecipante che manipoli la procedura di partecipazione al concorso o non soddisfi le regole contenute in questo documento verrà squalificato e perderà la possibilità di accedere al premio.

*il titolo “si va via per tornare” è tratto dal libro di Dacia Maraini “La nave per Kobe”.

La segreteria del premio
Dott. ssa ILARIA DURIGON

Personaggi che parlano

Personaggi che parlano

Sabato 19 e domenica 20 maggio

dalle 10 alle 13, dalle 14 alle 18

Personaggi che parlano.

Laboratorio intensivo di scrittura creativa

sui dialoghi

con esercitazioni, letture, teoria e tecniche

con

Barbara Buoso

Il laboratorio intensivo è organizzato dall’associazione Virginia Woolf e  mira a fornire ai suoi partecipanti la conoscenza delle tecniche narrative di base sulla costruzione dei dialoghi, parte essenziale della narrazione e la cui stesura richiede l’acquisizione di tecniche e competenze.
Il laboratorio è organizzato coniugando una parte teorica, a partire dai testi sulla scrittura, una parte di analisi di testi letterari e una parte laboratoriale di scrittura ed esercitazioni.

Il laboratorio della durata di 14 ore è a numero chiuso ed è necessario iscriversi entro il 12 maggio inviando una mail a libreriadelledonnepadova@gmail.com con oggetto “Iscrizione laboratorio PERSONAGGI CHE PARLANO” indicando nella mail il proprio numero di telefono.
Costo:140,00 euro (più 20 euro di tessera dell’Associazione Virginia Woolf per i non soci).

Barbara Buoso, nata a Rovigo nel 1972, vive e lavora a Padova. Nel 2003 pubblica il suo romanzo d’esordio Aspettami con Croce Editore. Nel 2014, su segnalazione di Emma Dante, pubblica L’ordine innaturale degli elementi (Baldini & Castoldi). Vincitrice con il racconto “Nevicata” del concorso di racconti “Lìbrati e vola” (pubblicato poi nel 2016 nella raccolta “Soffia un vento contrario”, L’Iguana Editrice). E’ uscito a febbraio 2018 il suo ultimo romanzo “E venni al mondo” (Apogeo editore). Insegna scrittura creativa alla Scuola di scrittura Virginia Woolf.