Dedicarsi un’occasione

Riportiamo qui un breve scritto di Claudia, corsista dell’annualità 2017/2018 che ringraziamo di cuore per aver condiviso con noi il racconto della sua esperienza alla Scuola Virginia Woolf.

 

30707-09_Federico_Zandomeneghi

Federico Zandomeghi, La lettera

Considero la Scuola di scrittura Virginia Woolf il più bel regalo che potessi farmi.

Mi è sempre piaciuto scrivere perché solo con la scrittura mi rendevo conto di riuscire a far emergere le emozioni e i sentimenti che altrimenti non avrebbero avuto voce.

Ho scritto molti inizi di storie negli anni passati senza proseguire oltre le prime pagine ed è stato solo in quest’anno di scuola che ho sentito di poter riuscire a scrivere un romanzo dall’inizio alla fine. Non so ancora se accadrà davvero, perché gli ostacoli sono molti. Ma ciò di cui sono certa è di essermi procurata, grazie ai professionisti che ci sono rimasti accanto in questo percorso, degli ottimi “attrezzi del mestiere” per far fronte alle varie difficoltà che incontrerò nel muovere i miei personaggi all’interno della storia.

Un’esperienza che consiglio a tutte le persone che desiderano dedicarsi un’occasione.

Domande frequenti (parte 2)

La nostra docente e tutor Barbara Buoso risponde ad altre domande sulla Scuola di scrittura Virginia Woolf. Se volete inviare la vostra candidatura e partecipare alle selezioni c’è tempo fino al 30 settembre. Aspettiamo i vostri progetti e le vostre storie!

Stephen King

Stephen King nel suo ufficio

 

Rispondo a due domande arrivate via Messenger riguardo l’iscrizione e al programma, rispondo in pubblico sì da arrivare anche alle altre persone che hanno chiesto, stanno domandando.

Domande:
1) Che criterio adottate per la scelta dei progetti? Cosa pensate possa attirare di più per una eventuale pubblicazione.

2) Durante l’anno di scuola se ci si accorge che il progetto presentato non viene bene, si può cambiare? La scuola aiuta nella stesura del romanzo?

Risposte:
1) La prima cosa a cui devi pensare, se verrai da noi – ma penso valga per tutti – è di scrivere bene la storia, al massimo delle tue possibilità. La nostra scuola ha l’ambizione di insegnarti a mettere in piedi le tue storie, quella che ci porti, ma anche quelle che verranno. Non indirizziamo i corsisti a seconda di quello che ‘statistiche’ alla mano si vende, non pilotiamo le storie, perché è meglio un libro inedito che può ambire a una vita editoriale ‘solida’ e lunga (e di una certa qualità) piuttosto di una pubblicazione che dura quanto un fuoco di paglia. Una storia ha l’ambizione di durare per sempre e non bisogna avere fretta, mai.

2) La storia, se deve uscire, la strada la troverà: grazie all’agorà dell’aula, ai rapporti che instaurerai con i tuoi compagni, con noi… non pensare si giochi tutto in aula, no, questi percorsi hanno riverberi sulla vita, tutta, la storia coinvolgerà la tua esistenza, se glielo lascerai fare. Te ne accorgerai da sola, te lo dico già, se non andrà, non servirà dirselo, lo sentirai, ci metto la mano sul fuoco. Ma so anche che, per una storia che ‘cade’ un’altra si affaccia, spesso e volentieri quello che vogliamo dire, raccontare, si maschera sotto altri strati di cose, prende strade tortuose e apparentemente incomprensibili, i tuoi compagni e noi saremo lì per quello. Se ti aiutiamo nella stesura? Sarai letto, parola per parola, a cadenza mensile e ti saranno proposte revisioni alle versioni; lavoreremo su ogni parola, cercando quella adatta alla storia, al registro, alla voce che cercheremo di trovare assieme. Io sono fortemente convinta che si debba lavorare su ogni parola. Non prendiamo ‘storie’ a scatola chiusa, ossia, se mi piace la tua storia e so che l’agente me la può piazzare sappi che non mi metterò a scriverla al posto tuo, né la darò da scrivere, alla Virginia Woolf non interessa attaccarsi al petto la medaglietta “pubblicato” (ce ne sono tante di scuole ottime in questo senso) per poi durare il tempo di una decina di post.
Desideriamo che ciascuno e ciascuna trovi il suo posto, solo.

Per informazioni, dubbi o chiarimenti: libreriadelledonnepadova@gmail.com e 049 87 66 239.

Prose, poesie e sperimentazioni

Due componimenti poetici della nostra docente Barbara Buoso, che segue il lavoro dei corsisti lungo tutto il percorso della scuola. Barbara è la tutor dei nostri corsisti e delle nostre corsiste, il punto di riferimento per il lavoro di stesura del progetto editoriale. Questi due componimenti si trovano nell’ultimo romanzo di Barbara Buoso E venni al mondo. Sperimentare, incrociare generi letterari diversi, esprimere la propria creatività: alla scuola Virginia Woolf vogliamo che i e le partecipanti si sentano liberi di fare tutto questo, seguiti da una docente-scrittrice dall’altissima sensibilità letteraria e dal grande talento. 

Schisandra

L’artificio del belletto sulle tue labbra non rende meno
accorto il mio dolore che, spavaldo, ti cerca.

Mi provochi una ferita che non passa dal cuore,
abbeverandomi l’anima con la grazia dello stordimento;
io che nel tramortimento cerco pace trovo la guerra.
Le tue parole, munizione in bianco, riproducono il suono
esatto della vita che brucia lontano.

S’ammanna mio cuore ad oscurarsi, è troppo vicino alle
ferite delle mie battaglie in tempo di pace.
La mia pelle, lucida di combustione umana, si riflette nei
miei occhi allagati che bramano nel vederti.
Schisandra.

Le bacche rossastre mi parlano di te con le tue labbra.

copertina_E venni al mondo

E venni al mondo

I pugni chiusi, stretti, a stringermi con forza
come nessuno era disposto a fare in quell’irreversibile punto.
Le acque si erano rotte e io nuotavo in un mondo controcorrente,
sempre a pugni chiusi.

E venni al mondo.
Le nocche bianche sembrano montagne innevate e le vene fiumiciattoli con l’ambizione di torrenti.
Mani aperte a lambire inespugnabili trincee:
battaglie inceppate da sorrisi disarmanti.

Non si può nuotare a pugni chiusi; tutt’al più si combatte.
E venni al mondo.
Con la speranza di una primavera capace di prendermi le mani,
sciogliere la neve e insegnarmi a nuotare.

Scuola Virginia Woolf: domande frequenti

Barbara Buoso, insegnate e tutor della Scuola di scrittura Virginia Woolf, risponde alle domande frequenti sulla scuola, le modalità di partecipazione, la selezione.

william-faulkner-writer

William Faulkner

Mi pare corretto, visto che alcuni candidati mi scrivono in privato, dare una risposta “pubblica”, sì da non avvantaggiare/svantaggiare nessuno.
Sarà la deformazione professionale abituata a fare gare metto tutti sullo stesso piano.

DOMANDE
a) Posso mandare un romanzo già finito? Scritto dodici anni fa, pubblicato con un piccolo editore, lo avranno letto in dieci e sperare abbia più fortuna?

b) Ho un romanzo finito, posso non pagare l’annualità scolastica della teoria e partecipare solo alla fase di presentazione agli editori? E’ un romanzo bellissimo.

c) Ho vinto diversi concorsi nazionali e internazionali di poesia, posso inviare anche testi già premiati, non pubblicati?

d) Il progetto deve per forza avere la sinossi?

e) La mia idea penso l’abbiano già scritta in decine di persone, non credo di essere originale anzi, penso di avere una idea banale. Ha senso proporsi?

RISPOSTE

a) Se te lo hanno pubblicato – quindi non è una autopubblicazione – sei stato bravo, sono poche le case editrici serie che non chiedono ‘contributi’ (copie prenotate) all’autore.
La scuola non lavora su testi già pubblicati (ripeto: non autopubblicati, pubblicati) perché ci fidiamo dei colleghi che ti hanno dato fiducia, al tempo e perché pensiamo ci sia un tempo per lasciare andare le cose, anche.
La scuola non è un gratta e vinci, non vogliamo portarti fortuna ma insegnarti qualcosa, prima di tutto, poi se arriveranno delle belle cose saremo felici per te, con te, ma sarà stato – sappilo – merito tuo.

b) No. Non tanto perché non crediamo tu abbia scritto un libro fantastico, ma perché spenderesti solo soldi da noi… sei convinto sia un buon testo? Allora vai. Mandalo in lettura agli editori o trova un agente.

c) Se sono inediti sì. Tuttavia non dovrai allegare attestati di partecipazione o diplomi, noi partiamo e arriviamo ai testi: leggiamo, ne discutiamo in classe e aspettiamo che la scrittura faccia il suo ‘lavoro’: restituirci cose. Non teniamo conto delle vittorie passate, non per snobismo, ma perché a cosa ti servirebbe sentirti dire, ancora, bravo? Vogliamo lavorare sul terreno del possibile.

d) No, la sinossi non è indispensabile. Si possono inviare materiali diversi. Importante avere l’idea germinale, una intuizione, una ossessione anche.

e) Non ti dico niente di nuovo, me ne rendo conto. Non confondere la semplicità con la banalità, la sobrietà con povertà, la linearità con fumosità.
Riporto sempre le parole di Liliana Rampello: devi interrogare il tuo desiderio. Non devi rimanere delusa se ‘non sentirai’, a volte le storie più belle sono quelle che rimangono esclusivamente dentro di noi e noi soli.

Per altre domande o dubbi potete scrivere un commento a questo post o rivolgervi alla segreteria della scuola: libreriadelledonnepadova@gmail.com

In bocca al lupo!

Dove le vostre storie diventano libri

joandidion7

Joan Didion

Qualche aggiornamento dalla Virginia Woolf, in questo periodo emozionante e stimolante. Si chiude l’annualità 2017/2018 e si inizia a pensare al nuovo anno scolastico.

Ai corsisti di quest’anno, dopo il lungo percorso di studio e scrittura, resta un ultimo weekend di lezione, che rappresenta per noi uno dei momenti più importanti della scuola. Non ci saranno lezioni tradizionali, le corsiste e i corsisti avranno l’opportunità di incontrare editori e agenti letterari.

Scrivere un libro non è un’impresa semplice e alla Virginia Woolf sappiamo bene che un libro non si scrive da soli, ecco perché, durante l’ultimo fine settimana dell’anno, facciamo in modo che i nostri corsisti possano avere un contatto diretto con chi i libri li fa, e li pubblica. Gli editori e le agenti letterarie che interverranno hanno ricevuto a fine giugno un estratto del progetto editoriale di ciascuno dei nostri corsisti.

Tutte le scrittrici e gli scrittori che frequentano la scuola hanno la possibilità di sottoporre il proprio lavoro a dei professionisti che lavorano nell’editoria, che forniranno loro consigli, suggerimenti o potranno esprimere un eventuale interesse per l’opera.

Quest’anno al weekend di settembre interverranno Saveria Chemotti per la casa editrice Cleup, Paolo Spinello di Apogeo editore, e due agenti letterarie di fama nazionale: Monica Malatesta della Malatesta Agency e infine Rita Vivian della R. Vivian Literary Agency.

La nuova annualità però è già alle porte. Sono aperte le selezioni ed è online il bando 2018/2019. Stiamo ricevendo i progetti editoriali di nuovi aspiranti corsisti, la direzione della scuola, affiancata dal nostro gruppo di docenti, sta lavorando alle selezioni. Le selezioni sono aperte fino al 30 settembre, il nuovo anno scolastico inizia ad ottobre.

Aspettiamo i vostri progetti, desideriamo che le vostre storie ed emozioni si trasformino in libri.

Virginia e la scrittura

Virginia Woolf su processo creativo ed approccio alla scrittura

7776

Vanessa Bell, The Other Room (anni ’30)

Domani riceverò una lettera da Ethel. Mi vestirò lentamente; perderò tempo a parlare; ascolterò notizie sul funerale […]; annuserò una rosa rossa; attraverserò lievemente la veranda (muovendomi come se avessi un cesto di uova in testa), accenderò una sigaretta, metterò la mia tavola per scrivere sulle ginocchia; e mi immergerò, come una sommozzatrice, con molta cautela, nell’ultima frase che ho scritto ieri. Poi, dopo venti minuti forse, o magari di più,  vedrò una luce nel profondo del mare, mi avvicinerò furtivamente… poiché le nostre frasi sono solo approssimazioni, una rete lanciata su perle di mare che potrebbero sparire; e che, una volta riportate in superficie, saranno completamente diverse da come le avevo viste sott’acqua.

Lettera ad Ethel Smyth, 28 settembre 1930

Esercizi di scrittura

Workshop di scrittura

Sabato 15 settembre 2018 dalle 17 alle 19

Lìbrati in collaborazione con la Scuola di scrittura Virginia Woolf organizza

Esercizi di scrittura

Workshop gratuito di scrittura creativa

gratuito e aperto a tutte e tutti

tenuto da Barbara Buoso

Due ore intense di scrittura guidati da Barbara Buoso, docente della scuola di scrittura Virginia Woolf, due ore di esercizi per sviluppare la propria creatività e per farsi leggere, due ore di suggerimenti e spunti importanti per migliorare la propria scrittura, due ore per mettere in gioco la propria passione.

L’incontro è gratuito ed è aperto a tutte e tutti e si terrà presso Lìbrati, libreria delle donne di Padova e sede della Scuola Virginia Woolf.

Barbara Buoso, nata a Rovigo nel 1972, vive e lavora a Padova. Nel 2003 pubblica il suo romanzo d’esordio Aspettami con Croce Editore. Nel 2014, su segnalazione di Emma Dante, pubblica L’ordine innaturale degli elementi (Baldini & Castoldi). Vincitrice con il racconto “Nevicata” del concorso di racconti “Lìbrati e vola” (pubblicato poi nel 2016 nella raccolta “Soffia un vento contrario”, L’Iguana Editrice). E’ uscito a febbraio 2018 il suo ultimo romanzo “E venni al mondo” (Apogeo editore). Insegna scrittura creativa alla Scuola di scrittura Virginia Woolf.

Descrivere e ritrarre

Per conoscere come si lavora alla Scuola Virginia Woolf vi proponiamo un piccolo testo prodotto da una delle nostre corsiste durante il weekend di Torreglia.

Ringraziamo Chiara Tedeschi, autrice del brano, che ci ha concesso di postarlo qui. Il testo scritto all’interno di un lavoro sul miglioramento della propria capacità descrittiva, tratteggia un piccolo ritratto delle partecipanti al weekend.

torregliaIIpost

Sono sedute attorno a un tavolo e guardano verso un unico punto. Ledistinguiprincipalmente dalle gambe. Quelle di Alessandra sono in una posizione che solo lei sa raggiungere. Un piede allungato sotto la tavola, l’altro appoggiato sulla sedia, il ginocchio ad angolo acuto. Il piede scalzo: l’unghia è chiara e spessa sulla pelle abbronzata; un piede che cammina tanto, nudo sulla nuda terra.

Le scarpe di Alessandra? Se sei seduto vicino a lei, facile che te ne ritrovi una tra i piedi. Lei le prende solo quando va a fare una passeggiata, sempre un po’ lontano, sempre dove lei sa. Ma poi sono sicura che se le toglie: lo dicono i suoi piedi. Sono sicura che si distende sull’erba e i capelli vanno dove vanno e poi tornano scuri attorno alle guance, all’altezza delle labbra carnose, un po’ allungate, perplesse. Come se stessero per dire: ho capito bene? Labbra che vogliono ridere e non trovano il coraggio, ma poi ridono lo stesso e chiamano nel sorriso anche i denti, anche gli occhi, con un piccolo ritardo. Perché sono occhi seri, lo sguardo piegato in un pensiero.

Di Erica invece, se si guarda sotto il tavolo, vedi un piede solo. L’altro è nascosto: dietro la gamba composta, non lo vedi subito. Le gambe – bianche – il busto e i fianchi stretti, il collo e il viso: è tutto in una sola linea, in una sagoma chiusa. E cosa esce da quella sagoma? Cosa esce di Erika? I capelli, certo: sono azzurri, sono blu. Sono una trappola, Erika vuole che guardiamo quelli, acconciati come in una favola. Astuto, saggio.

E dietro gli occhi, che sono un quadro di Rubens? Solo tu lo sai, Erika, e non ce lo dirai: le labbra restano chiuse anche quando sei sovrappensiero. Perché non ti sfugge neanche una parola.

Invece Laura sta ben composta, sì, ma è decisa: nelle sue gonne lunghe prende lo spazio che le serve a stare diritta, solida come la prua di una nave in rada. Le spalle ben aperte, le mani una sull’altra. Lei dice: io sto qui. Come i capelli grigi ben ordinati su quelli neri. Come le sopracciglia spesse sugli occhi, gli occhi sugli zigomi. Come il naso, dritto e fermo come un perno. Laura dice che lei è il suo neo, che è a sinistra, sotto il labbro inferiore. Ma non è solo quello, lei è il naso. È la linea decisa delle labbra. La forma regolare del mento. Solo la voce – e un po’ le mani – le tremano quando parla. Soprattutto se deve leggere qualcosa che ha scritto.

E veniamo a Nicla. È seduta all’angolo, ha le gambe accavallate strettissime, vogliono occupare il minor spazio possibile. Ma non è timidezza: mi viene in mente una molla carica e tesa, piegata in sé stessa, pronta a saltare via. Se conosci Nicla, sai che ha quattro figli, che corre nella pioggia. Se guarda lontano è in cerca di qualcosa, il caschetto biondo come un elmetto da esploratore. La pelle è abbronzata, ha visto il sole delle cime molte volte. La fronte alta non ha paura di mostrarsi alle cose. Le labbra fioriscono di parole, ma adesso sono chiuse, stai scrivendo, Nicla, e lo vedo dai tuoi occhi che si stringono che se ti guardo ti disturbo.

torregliaIIpost2

Qualche metro più in là, altre due donne siedono sul dondolo. La prima alza il mento rotondo e il cielo riflette i suoi occhi. Lei legge nelle nuvole, lascia che le luci e le ombre del tempo che cambia le si posino sul viso.

Se Barbara sorride, lo fa dopo averci riflettuto molto. Intanto, le mani ora sono ferme, ora accompagnano le parole, le impastano nell’aria, le stendono sulle gambe solide come un tavolo. Sono mani, sono gambe, è un corpo che ti vuole concentrare sulle cose da fare, che sono tante, sul tempo da spendere bene.

Ti sorprende che la sua risata arrivi alta, una nota di ragazzina. Come non ti aspetti gli orecchini piccoli, ai lobi.

Una doccia improvvisa dalle nuvole fa alzate Ilaria, che si muove senza muovere l’aria. Risaltano gli occhi grandi sul volto liscio, di un colore che non sai finché non ti avvicini. Anche da lei, parole lente come mani di pittura sulle cose. E un sorriso che un po’ ha paura: si sarà rotto qualcosa? sembra chiedere. È un sorriso con gli spigoli, come una conchiglia dei fondali. I capelli corti – non chiedetemi come – disegnano attorno alla testa, in una sfumature leggera, punte, quasi delle lance.

Laura guarda le amiche da dietro gli occhiali, dietro le lenti lo sguardo ha pochi anni,torreglia7 come il naso, come i denti. Veste di nero e di bianco: i colori sono nei capelli, oggi rossi, ieri verdi, azzurri. Il colore è sulle braccia, nei contorni spessi delle rose e delle piume dei tatuaggi: la pelle come un album.

Il colore è nella voce: una voce arancione, disegna le parole in tanti tratti spessi, non passa inosservata.

Ma piove e mi distraggo, quando torno da lei l’arancione è sparito: ora Laura è un profilo silenzioso, uno sguardo al bosco, le labbra un po’ contratte davanti ai pensieri da raddrizzare.

Mettersi in gioco per migliorare

Frequentare una scuola di scrittura è sempre un’esperienza stimolante, ma è anche una sfida. Si lavora sulla scrittura ma si lavora anche su se stessi. Per impare e per migliorarsi è necessario accettare i suggerimenti delle docenti e, qualche volta, le critiche. Questo ci racconta la nostra corsista Alessandra Gondolo.

Le riprese sono state effettuate a Torreglia, il 14 e 15 luglio, all’interno del weekend fuori porta che la scuola organizza ogni anno per i suoi corsisti. la scuola intende offrire tempo di qualità da dedicare alla scrittura in un luogo rilassante immerso nella natura.

La scuola fa uscire il fuoco che hai dentro

Per scegliere una scuola di scrittura cosa c’è di meglio se non ascoltare le parole di chi l’ha frequentata? Ecco un’altra mini intervista. Qui Nicla Signorelli ci racconta la sua esperienza e la volontà di assecondare il proprio desiderio di scrivere, di farsi leggere, di mettersi alla prova.

Le riprese sono state effettuate a Torreglia, il 14 e 15 luglio, all’interno del weekend fuori porta che la scuola organizza ogni anno per i suoi corsisti. la scuola intende offrire tempo di qualità da dedicare alla scrittura in un luogo rilassante immerso nella natura.