I racconti vincitori di “Si va via per tornare”

Locandina risultati vincitrici_Si va via per tornareLìbrati in collaborazione con Apogeo Editore

Concorso “Si va via per tornare”

Selezione dei racconti vincitori e menzioni della giuria

Lìbrati in collaborazione con Apogeo Editore ha indetto il concorso di racconti di donne Si va via per tornare.
La giuria composta da Barbara Buoso (scrittrice), Laura Capuzzo (libraia di Lìbrati), Rosaria Guacci (editor), Alessandra Pigliaru (giornalista e critica letteraria) ha selezionato i 10 racconti vincitori che saranno pubblicati in una raccolta curata da Apogeo Editore.
Hanno partecipato al concorso donne di tutte le età e da ogni parte d’ Italia, alcune anche dall’estero.

Dei dieci racconti vincitori tre hanno ricevuto una menzione speciale della giuria.

I tre racconti con premio di pubblicazione e menzione della giuria sono (in ordine alfabetico di autrice):

Anna Di Leo, Carte segrete. Appunti per un ritratto
Francesca Laccetti, Viorica
Laura Marchetti, Rosalia quando non era mia madre

I racconti con premio di pubblicazione sono:

Monica Andreucci, Non torno più
Barbara Lisci, Il giorno che a Giuseppina si spaccò il cuore
Donatella Massara, Donna Virginia serva nel primo convento del nuovo Mondo
Caterina Pia, Wilma
Giulia Pretta, Permesso
Lorenza Ravaglia, Un temperamento invernale
Laura Ruzickova, Due ritratti

La premiazione si terrà in data da definirsi.

Virginia e la scrittura

Virginia Woolf su processo creativo ed approccio alla scrittura

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Vanessa Bell, The Other Room (anni ’30)

Domani riceverò una lettera da Ethel. Mi vestirò lentamente; perderò tempo a parlare; ascolterò notizie sul funerale […]; annuserò una rosa rossa; attraverserò lievemente la veranda (muovendomi come se avessi un cesto di uova in testa), accenderò una sigaretta, metterò la mia tavola per scrivere sulle ginocchia; e mi immergerò, come una sommozzatrice, con molta cautela, nell’ultima frase che ho scritto ieri. Poi, dopo venti minuti forse, o magari di più,  vedrò una luce nel profondo del mare, mi avvicinerò furtivamente… poiché le nostre frasi sono solo approssimazioni, una rete lanciata su perle di mare che potrebbero sparire; e che, una volta riportate in superficie, saranno completamente diverse da come le avevo viste sott’acqua.

Lettera ad Ethel Smyth, 28 settembre 1930

Descrivere e ritrarre

Per conoscere come si lavora alla Scuola Virginia Woolf vi proponiamo un piccolo testo prodotto da una delle nostre corsiste durante il weekend di Torreglia.

Ringraziamo Chiara Tedeschi, autrice del brano, che ci ha concesso di postarlo qui. Il testo scritto all’interno di un lavoro sul miglioramento della propria capacità descrittiva, tratteggia un piccolo ritratto delle partecipanti al weekend.

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Sono sedute attorno a un tavolo e guardano verso un unico punto. Ledistinguiprincipalmente dalle gambe. Quelle di Alessandra sono in una posizione che solo lei sa raggiungere. Un piede allungato sotto la tavola, l’altro appoggiato sulla sedia, il ginocchio ad angolo acuto. Il piede scalzo: l’unghia è chiara e spessa sulla pelle abbronzata; un piede che cammina tanto, nudo sulla nuda terra.

Le scarpe di Alessandra? Se sei seduto vicino a lei, facile che te ne ritrovi una tra i piedi. Lei le prende solo quando va a fare una passeggiata, sempre un po’ lontano, sempre dove lei sa. Ma poi sono sicura che se le toglie: lo dicono i suoi piedi. Sono sicura che si distende sull’erba e i capelli vanno dove vanno e poi tornano scuri attorno alle guance, all’altezza delle labbra carnose, un po’ allungate, perplesse. Come se stessero per dire: ho capito bene? Labbra che vogliono ridere e non trovano il coraggio, ma poi ridono lo stesso e chiamano nel sorriso anche i denti, anche gli occhi, con un piccolo ritardo. Perché sono occhi seri, lo sguardo piegato in un pensiero.

Di Erica invece, se si guarda sotto il tavolo, vedi un piede solo. L’altro è nascosto: dietro la gamba composta, non lo vedi subito. Le gambe – bianche – il busto e i fianchi stretti, il collo e il viso: è tutto in una sola linea, in una sagoma chiusa. E cosa esce da quella sagoma? Cosa esce di Erika? I capelli, certo: sono azzurri, sono blu. Sono una trappola, Erika vuole che guardiamo quelli, acconciati come in una favola. Astuto, saggio.

E dietro gli occhi, che sono un quadro di Rubens? Solo tu lo sai, Erika, e non ce lo dirai: le labbra restano chiuse anche quando sei sovrappensiero. Perché non ti sfugge neanche una parola.

Invece Laura sta ben composta, sì, ma è decisa: nelle sue gonne lunghe prende lo spazio che le serve a stare diritta, solida come la prua di una nave in rada. Le spalle ben aperte, le mani una sull’altra. Lei dice: io sto qui. Come i capelli grigi ben ordinati su quelli neri. Come le sopracciglia spesse sugli occhi, gli occhi sugli zigomi. Come il naso, dritto e fermo come un perno. Laura dice che lei è il suo neo, che è a sinistra, sotto il labbro inferiore. Ma non è solo quello, lei è il naso. È la linea decisa delle labbra. La forma regolare del mento. Solo la voce – e un po’ le mani – le tremano quando parla. Soprattutto se deve leggere qualcosa che ha scritto.

E veniamo a Nicla. È seduta all’angolo, ha le gambe accavallate strettissime, vogliono occupare il minor spazio possibile. Ma non è timidezza: mi viene in mente una molla carica e tesa, piegata in sé stessa, pronta a saltare via. Se conosci Nicla, sai che ha quattro figli, che corre nella pioggia. Se guarda lontano è in cerca di qualcosa, il caschetto biondo come un elmetto da esploratore. La pelle è abbronzata, ha visto il sole delle cime molte volte. La fronte alta non ha paura di mostrarsi alle cose. Le labbra fioriscono di parole, ma adesso sono chiuse, stai scrivendo, Nicla, e lo vedo dai tuoi occhi che si stringono che se ti guardo ti disturbo.

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Qualche metro più in là, altre due donne siedono sul dondolo. La prima alza il mento rotondo e il cielo riflette i suoi occhi. Lei legge nelle nuvole, lascia che le luci e le ombre del tempo che cambia le si posino sul viso.

Se Barbara sorride, lo fa dopo averci riflettuto molto. Intanto, le mani ora sono ferme, ora accompagnano le parole, le impastano nell’aria, le stendono sulle gambe solide come un tavolo. Sono mani, sono gambe, è un corpo che ti vuole concentrare sulle cose da fare, che sono tante, sul tempo da spendere bene.

Ti sorprende che la sua risata arrivi alta, una nota di ragazzina. Come non ti aspetti gli orecchini piccoli, ai lobi.

Una doccia improvvisa dalle nuvole fa alzate Ilaria, che si muove senza muovere l’aria. Risaltano gli occhi grandi sul volto liscio, di un colore che non sai finché non ti avvicini. Anche da lei, parole lente come mani di pittura sulle cose. E un sorriso che un po’ ha paura: si sarà rotto qualcosa? sembra chiedere. È un sorriso con gli spigoli, come una conchiglia dei fondali. I capelli corti – non chiedetemi come – disegnano attorno alla testa, in una sfumature leggera, punte, quasi delle lance.

Laura guarda le amiche da dietro gli occhiali, dietro le lenti lo sguardo ha pochi anni,torreglia7 come il naso, come i denti. Veste di nero e di bianco: i colori sono nei capelli, oggi rossi, ieri verdi, azzurri. Il colore è sulle braccia, nei contorni spessi delle rose e delle piume dei tatuaggi: la pelle come un album.

Il colore è nella voce: una voce arancione, disegna le parole in tanti tratti spessi, non passa inosservata.

Ma piove e mi distraggo, quando torno da lei l’arancione è sparito: ora Laura è un profilo silenzioso, uno sguardo al bosco, le labbra un po’ contratte davanti ai pensieri da raddrizzare.

Concorso di racconti “Si va via per tornare”

Locandina Si va via per tornare

“SI VA VIA PER TORNARE”

III CONCORSO LETTERARIO DI RACCONTI DI DONNE


Lìbrati – Libreria delle donne di Padova in collaborazione con Apogeo Editore indice il III concorso letterario di racconti rivolto a tutte le donne che amano scrivere.

“Si va via per tornare”

Cerchiamo narrazioni che raccontino viaggi, esplorazioni, cerchiamo parole che sappiano nominare spostamenti di spazio, di tempi, avvicinamenti. In questo tempo liquido la posta in gioco è far propria l’arte del movimento, il sapersi far portar via, non temere l’ allontanarsi, farsi trasportare verso mete sconosciute. Cerchiamo storie di viaggi che conducono lontano, incursioni nella memoria ed immaginazioni che anticipano il futuro, cerchiamo il coraggio di viaggi dell’anima, la forza che occorre per perdersi, lasciarsi contaminare e poi cambiare e poi forse tornare.

REGOLAMENTO:


1. Partecipazione al concorso:

È bandita la Terza Edizione del Concorso di racconti inediti di Lìbrati dal titolo: “Si va via per tornare”. La partecipazione al concorso è aperta a tutte le donne. La partecipazione è gratuita.

2. Oggetto del concorso:
Ogni scrittrice dovrà produrre un testo di max 18.000 battute (spazi inclusi). I racconti che supereranno tale indicazione non verranno presi in considerazione. Il racconto inviato deve essere inedito, non soggetto a pubblicazione editoriale. Sono esclusi dal concorso anche i racconti pubblicati in formato digitale, (ebook) o pubblicati su siti, blog o social network.

3. Termine di consegna, modalità di spedizione:
Il racconto dovrà essere inviato in forma anonima e in duplice copia entro e non oltre il 31/07/2018, all’indirizzo:
Lìbrati – Libreria delle donne di Padova
Via San Gregorio Barbarigo, 91
35141 Padova

Il testo non dovrà indicare in alcun punto il nome dell’autore. Al racconto dovrà essere allegata una busta sigillata contenente i dati anagrafici e i recapiti della partecipante.
La giuria aprirà la busta solo dopo la lettura e la selezione dei racconti, in modo da garantire la totale imparzialità di giudizio.
Il racconto è inviato a titolo gratuito e le copie non verranno restituite. Il nome dell’autrice con i relativi dati personali dovranno essere indicati esclusivamente nel modulo di iscrizione e nella liberatoria per il trattamento dei dati personali scaricabile da questa pagina.

A Lìbrati dovrà essere quindi inviato un plico contenente:
– n. 5 copie del racconto su supporto cartaceo
– n. 1 busta sigillata contenente:
– il modulo di partecipazione comprensivo dei dati personali e del titolo del racconto, sottoscritto in tutte le sue parti dalla concorrente, per accettazione.
– la liberatoria per il trattamento dei dati personali, compilata in ogni sua parte e firmata
– la copia di un documento di riconoscimento valido.

4. Giuria

Barbara Buoso, scrittrice

Laura Capuzzo, libraia di Lìbrati

Rosaria Guacci, pubblicista e consulente editoriale

Alessandra Pigliaru, giornalista

Il giudizio della giuria è insindacabile e inappellabile. I risultati saranno resi noti entro l’ 8 settembre 2018.

5. Premio e pubblicazione:
I dieci migliori racconti selezionati dalla giuria saranno pubblicati in un volume di Apogeo Editore.
Qualora la giuria ritenesse che nessun racconto tra quelli inviati dalle partecipanti sia idoneo alla pubblicazione, la giuria si riserva di non procedere alla pubblicazione.

6. Accettazione del regolamento
La partecipazione al concorso implica la conoscenza e l’accettazione piena ed incondizionata del suo regolamento che potrà essere consultato per tutta la durata del concorso sul sito di Lìbrati – Libreria delle donne di Padova, all’indirizzo www.libreriadelledonnepadova.it nella sezione Concorso Lìbrati.

La giuria e la segreteria del concorso si riserva il diritto di verificare, tramite eventuali procedure, che le opere soddisfino i requisiti stabiliti dal regolamento quali l’originalità del materiale inviato. Qualsiasi partecipante che manipoli la procedura di partecipazione al concorso o non soddisfi le regole contenute in questo documento verrà squalificato e perderà la possibilità di accedere al premio.

*il titolo “si va via per tornare” è tratto dal libro di Dacia Maraini “La nave per Kobe”.

La segreteria del premio
Dott. ssa ILARIA DURIGON

Laboratorio intensivo di scrittura

 

 

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Siete curiosi di vedere come si lavora alla Scuola Virginia Woolf?

A Lìbrati, sede della scuola, terremo un laboratorio intensivo di scrittura creativa sulla ideazione, creazione e sviluppo dei personaggi, laboratorio tenuto da una delle nostre docenti, Barbara Buoso.

Un’occasione imperdibile per vedere come si lavora nella nostra scuola ma soprattutto per imparare tutte le tecniche fondamentali per costruire i personaggi, ricordando che sono proprio loro l’anima delle nostre storie…

Qui sotto tutte le info (i posti sono limitati!!!)

 

 

 

 

Sabato 24 e domenica 25 marzo, dalle 10.00 alle 13.00, dalle 14.00 alle 18.00 

“IL/LA PROTAGONISTA”

  Laboratorio intensivo di scrittura creativa sui personaggi tenuto da

Barbara Buoso

Il laboratorio intensivo è organizzato dall’associazione Virginia Woolf e  mira a fornire ai suoi partecipanti la conoscenza delle tecniche narrative di base sulla costruzione del personaggio principale di una storia, sia essa una storia a carattere autobiografico oppure no. Anche quando scriviamo di noi stessi, il sè di cui scriviamo diventa un personaggio e  i suoi lienamenti caratteriali, emotivi, psicologici, la sua evoluzione nel corso della storia devono rispondere a regole senza le quali non c’è coerenza e verosimiglianza e quindi credibilità.
Il laboratorio è organizzato coniugando una parte teorica, a partire dai testi sulla scrittura di Flannery O’ Connor, Eudora Welty e Virginia Woolf e una parte laboratoriale sui testi scritti dagli stessi partecipanti.

Il laboratorio è a numero chiuso ed è necessario iscriversi entro il 17 marzo inviando una mail a libreriadelledonnepadovagmail.com con oggetto “Iscrizione laboratorio PROTAGONISTA” indicando nella mail il proprio numero di telefono.
Costo:140,00 euro ( Più 20 euro di tessera dell’Associazione Virginia Woolf per i non soci).

Barbara Buoso, nata a Rovigo nel 1972, vive e lavora a Padova. Nel 2003 pubblica il suo romanzo d’esordio Aspettami con Croce Editore. Nel 2014, su segnalazione di Emma Dante, pubblica L’ordine innaturale degli elementi (Baldini & Castoldi). Vincitrice con il racconto “Nevicata” del concorso di racconti “Lìbrati e vola” (pubblicato poi nel 2016 nella raccolta “Soffia un vento contrario”, L’Iguana Editrice). In uscita a febbraio il suo ultimo romanzo “E venni al mondo” (Apogeo editore). Insegna scrittura creativa alla Scuola di scrittura Virginia Woolf.

Corso estivo di autobiografia

Programma:

L’autobiografia è donna, come le donne hanno scritto e scrivono di sè. La scrittura come ricerca e come traccia.
Pratica: Presentiamoci scrivendo una brevissima autobiografia di due pagine
Testi di riferimento: Lalla Romano, Autodizionario degli scrittori italiani

L’autobiografia, memoir, diari, lettere, tutte le forme dell’autobiografia:
a. Quando il diario è letteratura: Virginia Woolf
b. Scrivere lettere è sempre pericoloso: Elizabeth Bishop
Pratica: Scriviamo una lettera “pericolosa”
Testi di riferimento: Lettere di Elizabeth Bishop

Autobiografia, autofiction, fiction
Le differenze, le ibridazioni
Pratica: scriviamo un testo autobiografico e poi lo trasformiamo.
Testi di riferimento: come la mamma di Virginia Woolf diventa Mrs Ramsey di Al faro, i romanzi come trasfigurazione.

Autobiografia, l’etica della verità, gli inganni della memoria. Dalla memoria alla scrittura.
Pratica: esercitiamoci sulla “verità”
Testi di riferimento: Una donna di Annie Ernaux

Autofiction, gli sviluppi contemporanei dell’autobiografia
Pratica: prendiamo la “verità” e facciamoci guidare dall’invenzione
Testi di riferimento: i racconti di Alice Munro (La vista di Castle Rock)

Fiction, quando la scrittura è una forma di cura della vita
Tutti i dolori sono sopportabili se li si inserisce in una storia o si racconta una storia su di essi (Karen Blixen).
Pratica: prendi un tuo dolore e inventa una storia.
Testi di riferimento: racconti di Karen Blixen

Ore complessive 36.

Il corso è a numero chiuso. E’ necessario iscriversi entro venerdì 6 luglio, inviando una mail con oggetto “Conferma partecipazione corso estivo di autobiografia” indicando nella mail nome, cognome e numero di telefono.

Il corso costa 350,00 euro da saldare il primo giorno di corso (comprensivi di tessera Virginia Woolf).

La docente:

Barbara Buoso, nata a Rovigo nel 1972, vive e lavora a Padova. Nel 2003 pubblica il suo romanzo d’esordio Aspettami con Croce Editore. Nel 2014, su segnalazione di Emma Dante, pubblica L’ordine innaturale degli elementi (Baldini & Castoldi). Nel 2018 pubblica “E venni al mondo” (Apogeo editore). Vincitrice con il racconto “Nevicata” del concorso di racconti “Lìbrati e vola” (pubblicato poi nel 2016 nella raccolta “Soffia un vento contrario”, L’Iguana Editrice). Insegna scrittura creativa alla Scuola di scrittura Virginia Woolf.

 

Ultimo giorno di scuola

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Era proprio la cosa che volevo fare con i miei racconti: mettere in fila le parole giuste, le immagini precise, ma anche la punteggiatura esatta e appropriata per far sì che il lettore fosse attratto e coinvolto all’interno del racconto fino a essere incapace di distogliere lo sguardo dal testo, a meno che non gli andasse a fuoco la casa attorno.

Raymond Carver, Il Mestiere di scrivere, Einaudi 1997, p. 73

 

Si terrà questo weekend l’incontro finale dei corsisti con gli editori Marsilio, Cleup, Voland e con l’agente letterario Monica Malatesta. Insieme discuteranno del progetto editoriale di ognuno ripercorrendo le tappe che, dopo un anno di studio e lavoro, hanno trasformato il loro manoscritto iniziale in una pubblicazione editoriale coerente e inedita. Verranno analizzati insieme i punti di forza e di debolezza di ogni lavoro: i consigli e le critiche non mancheranno. Tutto questo come sempre con un unico obiettivo: ricercare e premiare l’originalità, la passione e il talento.

Buone ragioni per iscriversi alla Scuola Virginia Woolf – Adriana Tasin

“Al centro di questa Scuola ci sono le storie, i personaggi che vedi crescere di mese in mese, attraverso il lavoro di gruppo. E questa è una cosa davvero meravigliosa”.

Professionalità, attenzione alle storie e passione, sono questi gli ingredienti della Scuola di scrittura Virginia Woolf. In questa intervista la nostra corsista Adriana Tasin ci racconta la sua esperienza alla Scuola.