Domande frequenti (parte 2)

La nostra docente e tutor Barbara Buoso risponde ad altre domande sulla Scuola di scrittura Virginia Woolf. Se volete inviare la vostra candidatura e partecipare alle selezioni c’è tempo fino al 30 settembre. Aspettiamo i vostri progetti e le vostre storie!

Stephen King

Stephen King nel suo ufficio

 

Rispondo a due domande arrivate via Messenger riguardo l’iscrizione e al programma, rispondo in pubblico sì da arrivare anche alle altre persone che hanno chiesto, stanno domandando.

Domande:
1) Che criterio adottate per la scelta dei progetti? Cosa pensate possa attirare di più per una eventuale pubblicazione.

2) Durante l’anno di scuola se ci si accorge che il progetto presentato non viene bene, si può cambiare? La scuola aiuta nella stesura del romanzo?

Risposte:
1) La prima cosa a cui devi pensare, se verrai da noi – ma penso valga per tutti – è di scrivere bene la storia, al massimo delle tue possibilità. La nostra scuola ha l’ambizione di insegnarti a mettere in piedi le tue storie, quella che ci porti, ma anche quelle che verranno. Non indirizziamo i corsisti a seconda di quello che ‘statistiche’ alla mano si vende, non pilotiamo le storie, perché è meglio un libro inedito che può ambire a una vita editoriale ‘solida’ e lunga (e di una certa qualità) piuttosto di una pubblicazione che dura quanto un fuoco di paglia. Una storia ha l’ambizione di durare per sempre e non bisogna avere fretta, mai.

2) La storia, se deve uscire, la strada la troverà: grazie all’agorà dell’aula, ai rapporti che instaurerai con i tuoi compagni, con noi… non pensare si giochi tutto in aula, no, questi percorsi hanno riverberi sulla vita, tutta, la storia coinvolgerà la tua esistenza, se glielo lascerai fare. Te ne accorgerai da sola, te lo dico già, se non andrà, non servirà dirselo, lo sentirai, ci metto la mano sul fuoco. Ma so anche che, per una storia che ‘cade’ un’altra si affaccia, spesso e volentieri quello che vogliamo dire, raccontare, si maschera sotto altri strati di cose, prende strade tortuose e apparentemente incomprensibili, i tuoi compagni e noi saremo lì per quello. Se ti aiutiamo nella stesura? Sarai letto, parola per parola, a cadenza mensile e ti saranno proposte revisioni alle versioni; lavoreremo su ogni parola, cercando quella adatta alla storia, al registro, alla voce che cercheremo di trovare assieme. Io sono fortemente convinta che si debba lavorare su ogni parola. Non prendiamo ‘storie’ a scatola chiusa, ossia, se mi piace la tua storia e so che l’agente me la può piazzare sappi che non mi metterò a scriverla al posto tuo, né la darò da scrivere, alla Virginia Woolf non interessa attaccarsi al petto la medaglietta “pubblicato” (ce ne sono tante di scuole ottime in questo senso) per poi durare il tempo di una decina di post.
Desideriamo che ciascuno e ciascuna trovi il suo posto, solo.

Per informazioni, dubbi o chiarimenti: libreriadelledonnepadova@gmail.com e 049 87 66 239.

Scuola Virginia Woolf: domande frequenti

Barbara Buoso, insegnate e tutor della Scuola di scrittura Virginia Woolf, risponde alle domande frequenti sulla scuola, le modalità di partecipazione, la selezione.

william-faulkner-writer

William Faulkner

Mi pare corretto, visto che alcuni candidati mi scrivono in privato, dare una risposta “pubblica”, sì da non avvantaggiare/svantaggiare nessuno.
Sarà la deformazione professionale abituata a fare gare metto tutti sullo stesso piano.

DOMANDE
a) Posso mandare un romanzo già finito? Scritto dodici anni fa, pubblicato con un piccolo editore, lo avranno letto in dieci e sperare abbia più fortuna?

b) Ho un romanzo finito, posso non pagare l’annualità scolastica della teoria e partecipare solo alla fase di presentazione agli editori? E’ un romanzo bellissimo.

c) Ho vinto diversi concorsi nazionali e internazionali di poesia, posso inviare anche testi già premiati, non pubblicati?

d) Il progetto deve per forza avere la sinossi?

e) La mia idea penso l’abbiano già scritta in decine di persone, non credo di essere originale anzi, penso di avere una idea banale. Ha senso proporsi?

RISPOSTE

a) Se te lo hanno pubblicato – quindi non è una autopubblicazione – sei stato bravo, sono poche le case editrici serie che non chiedono ‘contributi’ (copie prenotate) all’autore.
La scuola non lavora su testi già pubblicati (ripeto: non autopubblicati, pubblicati) perché ci fidiamo dei colleghi che ti hanno dato fiducia, al tempo e perché pensiamo ci sia un tempo per lasciare andare le cose, anche.
La scuola non è un gratta e vinci, non vogliamo portarti fortuna ma insegnarti qualcosa, prima di tutto, poi se arriveranno delle belle cose saremo felici per te, con te, ma sarà stato – sappilo – merito tuo.

b) No. Non tanto perché non crediamo tu abbia scritto un libro fantastico, ma perché spenderesti solo soldi da noi… sei convinto sia un buon testo? Allora vai. Mandalo in lettura agli editori o trova un agente.

c) Se sono inediti sì. Tuttavia non dovrai allegare attestati di partecipazione o diplomi, noi partiamo e arriviamo ai testi: leggiamo, ne discutiamo in classe e aspettiamo che la scrittura faccia il suo ‘lavoro’: restituirci cose. Non teniamo conto delle vittorie passate, non per snobismo, ma perché a cosa ti servirebbe sentirti dire, ancora, bravo? Vogliamo lavorare sul terreno del possibile.

d) No, la sinossi non è indispensabile. Si possono inviare materiali diversi. Importante avere l’idea germinale, una intuizione, una ossessione anche.

e) Non ti dico niente di nuovo, me ne rendo conto. Non confondere la semplicità con la banalità, la sobrietà con povertà, la linearità con fumosità.
Riporto sempre le parole di Liliana Rampello: devi interrogare il tuo desiderio. Non devi rimanere delusa se ‘non sentirai’, a volte le storie più belle sono quelle che rimangono esclusivamente dentro di noi e noi soli.

Per altre domande o dubbi potete scrivere un commento a questo post o rivolgervi alla segreteria della scuola: libreriadelledonnepadova@gmail.com

In bocca al lupo!